La Hringvegur, o Ring Road o statale n. 1, come si vuole chiamarla, è la principale via di comunicazione dell’Islanda (ben 1.330 km), quasi tutta asfaltata e la più praticabile da ogni tipologia di veicolo. Mentre la maggior parte delle altre vie secondarie sono percorribili solamente con 4X4 (ma non c’è pericolo di sbagliare perché ben segnalate da appositi cartelli). Lungo questo percorso, che regala scorci panoramici mozzafiato (spesso è capitato di imbambolarsi a guardare il paesaggio, perdendo di vista la carreggiata, quindi attenzione!), ci sono tante cascate da vedere. In realtà, è costellata da moltissime altre cose da scoprire, ma inserirle tutte in un unico post equivarrebbe a scrivere un libro, quindi ci focalizzeremo su questi splendidi salti d’acqua che lasciano senza fiato.

Godafoss

Abbiamo percorso la Hringvegur in senso orario, dirigendosi verso il nord dell’Islanda. Vicino Akureyri, secondo città del paese, si trova Godafoss, la “cascata degli dei”, un po’ più piccola rispetto ad altre ma con un fascino tutto particolare. Primo perché si getta in un campo di lava e secondo perché ha un significato profondo per la storia islandese. Nell’anno 1000, nel corso dell’Alpingi (l’assemblea nazionale), si decise che da quel momento in poi la religione nazionale sarebbe stata quella Cristiana, così “l’oratore delle leggi” gettò in questa cascata tutti i simulacri delle divinità pagane. Percorrendo diversi sentieri la si può ammirare con angolazioni differenti e scattare fantastiche foto.

Dettifoss

Qui si rimane impressionati dalla potenza della natura. Lasciando la macchina nel parcheggio, si percorrono una ventina di minuti di cammino in un paesaggio molto brullo e si comincia subito a sentire un forte rumore d’acqua, avvicinandosi lo scroscio si fa più dirompente e pennacchi di spruzzi s’iniziano a vedere già a 1 km di distanza, ma ancora nulla della cascata. Poi d’improvviso eccola lì: enorme, scura, fumosa, possente. Alta 44 metri e larga 100, con una portata maggiore a qualsiasi altra cascata d’Europa è uno spettacolo indimenticabile. Nelle giornate di sole, poi, è facile trovare arcobaleni multipli a incorniciarla. E’ possibile ammirarla da entrambi i lati del profondo canyon in cui si lancia, attenzione però ai sentieri resi scivolosi dagli spruzzi. Il suo nome in islandese vuol dire la cascata “dell’acqua che rovina” e non è difficile intuire il motivo: con tutta la sua potenza e il suo colore fangoso si getta in una gola impressionante.

Selfoss

Poco più a sud di Dettifoss, lungo gli stessi sentieri nel parco nazionale di Jökulsárgljúfur, ecco anche Selfoss. Ma si consiglia di vederla per prima, perché c’è il rischio che dopo aver ammirato Dettifoss ogni altra cascata perda di fascino. Selfoss è più piccola della sorella famosa ma scenograficamente unica. L’acqua cade con una serie di piccoli salti ed è a forma di ferro di cavallo. Stando attenti ci si può avvicinare parecchio, zompando da una roccia all’altra.

Gullfoss

Forse è la più famosa cascata d’Islanda. Sicuro qui ci sono molti più turisti, perché è vicino alla capitale Reykjavík e perchè fa parte del comprensorio chiamato del Circolo d’Oro, lo stesso di Geysir e del parco nazionale Þingvellir, tra le attrazioni più amate. Il suo nome vuol dire “cascata dorata” e si presenta in tutta la sua bellezza, alta, teatrale, ricca di giochi di luce. Scesi dalla macchina si è subito invasi dall’assordante scrosciare dei due grandi salti, che sollevano una parete fitta di spruzzi e acqua nebulizzata. Anche qui arcobaleni a go go se c’è il sole, se invece è una giornata piovosa Gullfoss regalerà tutto il fascino di potenza della natura e di piccolezza dell’uomo di fronte ad essa.

Seljalandsfoss

La più fotografata. Il perché è facile capirlo: tramite un piccolo sentiero si può passare dietro la cascata e vederla da una prospettiva diversa, da dentro. L’aggettivo che meglio la descrive è “fiabesca”, perché ci si sente immersi in un libro di favole percorrendo la stradina, un po’ impervia e bagnata, che conduce fino sotto al getto. Per chi viene da ovest sulla Ring Road è ben visibile già da lontano questa “cascata liquida” che si butta per 60 metri da una montagna verdissima. Dall’interno della grotta poi si ha una visuale inedita della caduta vertiginosa.

Skogafoss

cascate

Vicina a Seljalandsfoss, le contende il titolo di cascata più fotografata. Un bel salto di 60 metri che con il sole offre colori stupendi e sulla destra parte una scalinata (700 gradini) che porta fin all’inizio del pauroso balzo permettendo di vederlo da vicinissimo. La leggenda narra che il primo vichingo a insediarsi sull’isola nascose nella grotta dietro la cascata un forziere pieno d’oro, così quando il sole colpisce l’acqua si dice che i riflessi dorati si vedono ancora. Ma i racconti non finiscono qui. C’è, infatti, chi attribuisce a Skogafoss il potere di ritrovare un oggetto perduto a chi vi si immerge. L’Islanda è la patria delle saghe e nel corso del vostro tour ne sentirete di tutti i colori!

Oxarafoss

Siamo all’interno del parco nazionale Þingvellir “sacrario nazionale protetto per tutti gli Islandesi, perpetua proprietà della nazione Islandese sotto il controllo diretto del parlamento, mai vendibile o ipotecabile”, come recita la legge speciale del 1930. Punto di grande interesse geologico, patrimonio dell’Umanità Unesco, è situato tra due zolle tettoniche, quelle del Nord America e dell’Europa che si allontanano l’una dall’altra. Camminando nella zona intagliata da fessure nel terreno, passando per la grande spaccatura della faglia, si arriva alla cascata di Oxarafoss. Anch’essa spettacolare come tutto ciò che la circonda.

Queste sono solo le cascate più importati, facilmente raggiungibili dalla Hringvegur. Poi ce ne sono moltissime altre che s’incontrano per strada a ogni angolo di montagna, saltano fuori così senza preavviso, piccoli zampilli d’acqua che non ti aspetti o anche grandi e arrabbiati fiumi che si lanciano tra le pietre di lava coperte di muschio. Ogni chilometro della Ring Road regala scorci indimenticabili.

Informazioni pratiche

Cosa non deve mancare quando visiti una cascata in Islanda?

  • giacche e pantaloni impermeabili
  • scarpe da trekking
  • macchina fotografica (ed eventuali cavalletti/selfie stick/obiettivi)
  • una barretta energetica e una bottiglietta d’acqua

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