Il sogno di Peggy Guggenheim: viaggio nella casa museo a Venezia

Gran canal, VeneziaPerdersi tra le calli, attraversando ponticelli e porticati, antichi palazzi con il muschio sulla base e i gradini d’entrata che finiscono in acqua, tipiche finestre ad arco e piccoli balconi colorati da fiori che si riflettono sui canali. Venezia è un gioiello incastonato nella verdognola laguna.

Dal Canal Grande le teste di leone in pietra annunciano la Collezione Peggy Guggenheim. La casa dell’ereditiera americana si trova poco dopo il ponte dell’Accademia, tutto in legno, percorrendo una stradina piena di negozi di artisti veneziani costeggiata da un canale. Varcato il cancello d’ingresso ci si ritrova immersi nel giardino costellato da sculture: bronzi di Moore, Giacometti e Brancusi. Lungo il muro di cinta tra le piante rampicanti fa capolino la scritta luminosa di Mario Merz: “Se la forma scompare la sua radice è eterna”. Nel giardino riposa Peggy Guggenheim vicino ai suoi adorati cagnolini.

Il mistero del Palazzo. La costruzione del Palazzo Venier dei Leoni, che ospita la Collezione, è avvolta nel mistero. Non si conosce il nome di chi abbia commissionato i lavori che non sono mai stati portati a compimento. Sarebbe dovuto essere un edificio immenso, a tre Peggy Guggenheimpiani, tanto spettacolare da mettere in ombra il dirimpettaio Palazzo Correr, ma non si andò mai oltre la costruzione del grande piano terra. Si racconta che proprio la famiglia Correr protestò vivamente, riuscendo a far interrompere i lavori del palazzo o forse, più semplicemente, terminarono i finanziamenti per il progetto. Anche l’origine del suo nome non è molto chiara. Si racconta di un leone allevato nel giardino della casa, ma pare molto più probabile che derivi dalle teste di felino scolpite in pietra d’Istria sulla facciata del palazzo al livello dell’acqua. La famiglia Venier, il cui nome viene accostato alla costruzione, è una delle più antiche e potenti di Venezia, ma non si sa se il mandato di costruire l’edificio sia venuto proprio da loro. Nel 1949 Peggy Guggenheim, figlia di Benjamin scomparso tragicamente sul Titanic, acquistò il palazzo e ci abitò fino alla sua morte. Diceva che era suo dovere proteggere l’arte del suo tempo. A questa vocazione e alla creazione del museo di Venezia, che tuttora porta il suo nome, dedicò buona parte della sua vita.

La collezione. Dopo aver portato la sua collezione in giro per tutta Europa, la Guggenheim la espose a Palazzo Venier, continuando ad arricchirla negli anni, sostenendo le varie avanguardie artistiche. Accanto a quadri di Kandinskij, Picasso, Man Ray, Rothko, Mondrian, Joseph

Magritte

Magritte, La voce dell’aria

 Cornell e Dalì, la collezione comprende anche opere d’arte di artisti meno conosciuti (in tutto oltre 200 nomi). Nei diversi angoli del palazzo sono appese fotografie che ritraggono le stanze come erano arredate ai tempi in cui vi abitava Peggy, con il suo stile irresistibile ed eccentrico. Su sua richiesta alcuni artisti progettarono anche pezzi d’arredamento come la testiera del letto in argento di Alexander Calder, che fa quasi venire voglia di averla in camera propria.

La Guggenheim ebbe il grande merito di riaccendere un vero interesse per l’arte italiana e veneziana del dopoguerra, contribuendo alla rivalutazione delle opere di Umberto Boccioni, Giorgio Morandi, Giacomo Balla e Giorgio De Chirico. Sulla banchina di attracco del palazzo campeggia un provocatorio bronzo “L’angelo della città” di Marino Marini, una affermazione di forza associata esplicitamente alla potenza sessuale, uno dei pezzi più fotografati dai divertiti turisti.

Peggy donò la sua collezione alla Fondazione Solomon R. Guggenheim, suo zio, e scrisse: “Mi sentivo come una donna che attende con ansia di ricevere una proposta di matrimonio da parte di qualcuno che a sua volta non vede l’ora di sposarla”. Chiese solo che la collezione rimanesse a Venezia e continuasse ad essere aperta al pubblico.

Peggy Guggenheim Vogue

Peggy Guggenheim – Vogue Image by © Bettmann/CORBIS

La Collezione Peggy Guggenheim è la più importante raccolta in Italia dedicata all’arte americana ed europea del primi del Novecento. Il sogno di Peggy si è realizzato.

Si è sempre dato per scontato che Venezia è la città ideale per una luna di miele ma non solo, ma è un grave errore: vivere a Venezia, o semplicemente visitarla, significa innamorarsene e nel cuore non resta più posto per altro“.

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