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Uno spettacolo naturale fatto di rosso e di verde. Il Salento non è solo spiagge, movida e splendidi borghi, vicino Otranto si trova uno dei luoghi da non perdere se si sceglie una vacanza verso la punta dell’Italia. Il lago di bauxite nasce in un vecchio stabilimento di estrazione mineraria, ormai in disuso (per questo è bene prestare cautela e attenzione) dal 1976. La bauxite è una roccia utile per la produzione dell’alluminio, nei dintorni della cava infatti si trovano ancora residui di pietre rosse. Qui lo scavo della miniera si è riempito di acqua proveniente dalle falde della zona creando un laghetto verde smeraldo. Si è così creato un piccolo ecosistema lacustre, che costituisce un significativo esempio di ri-naturalizzazione spontanea di un ambiente trasformato dall’uomo.

Il contrasto tra il rosso della bauxite e il verde del lago rendono il paesaggio unico, quasi lunare, oltre che un esempio di come la natura può riprendere possesso, in modo del tutto spontaneo, di un luogo che ha subito il forte impatto umano. La bellezza di questo posto si può percepire dalle immagini scattate da Valerio Bellucci e Serenella Mancini per Gente in Viaggio.

Come arrivare

Da Otranto si raggiunge in pochi minuti il laghetto di bauxite, seguendo la SP369 verso Santa Cesarea Terme. La macchina si parcheggia un po’ fuori la cava e si prosegue a piedi.

Torre del Serpe

Dal lago di bauxite si può scegliere di visitare anche la Torre del Serpe, simbolo di Otranto che si ritrova nello stemma della città. Anche in questo caso si parcheggia la macchina e si prosegue a piedi con una passeggiata vista mare.

La costruzione, con la funzione di faro e di avvistamento nemico, risalirebbe al periodo romano. Il nome è legato a un’antica leggenda che racconta di un serpente che ogni notte saliva dalla scogliera per bere l’olio che teneva accesa la lanterna del faro. Si narra anche che pochi anni prima della presa di Otranto nel 1480 i Saraceni si erano diretti verso la città salentina per saccheggiarla, ma il serpente, avendo bevuto l’olio, aveva spento il faro. I pirati senza punti di riferimento passarono oltre e attaccarono la vicina Brindisi.

E’ solo una delle innumerevoli torri di avvistamento costiere che si trovano sparse in tutto in Salento, costruite per scorgere subito il nemico all’orizzonte ed avvertire le altre torri e la fortezza di Otranto tramite segnali d’allarme sonori (corno o campane) o visivi (fumo). Protesa sul mare, tra Oriente e Occidente, la punta dell’Italia è stata spesso soggetta ad incursioni piratesche e invasioni. Un censimento preciso delle torri non esiste, se ne contano circa un’ottantina ma di molte è rimasto solo un cumulo di pietre.

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A proposito dell'autore

Romana, classe 1982. Giornalista pubblicista dal 2009. Appassionata di viaggi ed enogastronomia. Collaboro con le Guide di Repubblica e il Trovaroma.

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