La Sardegna è una terra che possiede alcuni dei Murales più belli del mondo. Una forma artistica nata da movimenti di protesta, come libera espressione creativa della popolazione contro il potere, che nell’Isola ha trovato largo spazio per il loro valore non solo estetico ma anche sociale. Alcuni paesi della Sardegna sono noti per i loro magnifici murales, tra cui Orgosolo e San Sperate su tutti.

no guerra murales orgosolo sardegna barbagiaLa parola murales indica quelle pitture eseguite sulle pareti di edifici pubblici o privati, alla cui composizione partecipano, nella maggior parte dei casi, più persone; tinte sui muri che narrano le fatiche, le denunce e le grandi conquiste di una piccola comunità, colorati racconti di storia quotidiana che si intrecciano armonicamente alla raffigurazione di eventi e di lotte politiche di respiro mondiale, evento culturale in mostra perenne. In particolar modo è Orgosolo (comunità posta al margine settentrionale della Barbagia, a 18 km da Nuoro), paese simbolo dell’ universo barbaricino, a distinguersi dagli altri anonimi paesi dell’entroterra per i caratteristici murales; alcuni di essi si proiettano vistosamente sui muri delle case, cosicché lo sguardo del turista non può fare a meno di osservarli attentamente.

Breve storia del muralismo in Sardegna

Nel 1968 a San Sperate, provincia di Cagliari, è eseguito, ad opera di Giuseppe Sciola, il primo murale in Sardegna. Primo di una lunga serie che fanno diventare San Sperate il Paese Museo con il maggior numero di murali in Sardegna.

Nel 1975 ha inizio l’attività muralistica a Orgosolo con tematiche di protesta.

L’anno successivo, nel 1976 il muralismo arriva a Villamar grazie all’opera dei due esuli cileni Alan Jofrè e Uriel Parvex .

Ma è il 1977 l’anno a partire dal quale il muralismo assume una più grande dimensione, soprattutto grazie alle iniziative del Gruppo Arte e Ambiente guidato dal Villamarese Antioco Cotza e degli artisti di Serramanna. Con la collaborazione di alcuni esponenti della Brigata Muralista Salvador Allende essi danno il via all’attività della Marmilla dove, il diffondersi delle pitture si associa ad un momento di forti tensioni.

Sono da segnalare alcuni fattori di natura socio-politica che stanno all’origine dell’espansione dell’attività muralistica. Il primo è collegato al riemergere di una forte sensibilità per il particolare patrimonio antropologico, per la peculiarità della storia civile della Sardegna. Il secondo è l’arrivo in Sardegna di un gruppo di esuli cileni scappati dal Cile in seguito alla soppressione di Salvador Allende.

I murales cambiano continuamente nel tempo: i più belli, per esempio, vengono aggiornati, integrati e rinfrescati; quelli più vecchi e che interessano di meno lasciati invece sbiadire e morire, oppure coperti da nuovi murales. Molti sono opera di studenti indirizzati dai loro insegnanti, mentre in alcuni è presente l’intervento di artisti esperti.

murales sardegna orgosolo fotografia

Il muralismo è soprattutto due cose: una forma d’arte politicizzata o di arredo urbano; singolare, colorata e vivace forma d’arte popolare, oltre che una sorta di sperimentazione artistica a dimensione isolana decisamente interessante.

Ecco alcuni dei paesi con i murales più belli della Sardegna. Clicca sui loro nomi se vuoi andare a visitarli:

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3 Risposte

  1. andrea frongia

    Bell’articolo e belli i murales, ma credo possa essere rilevante il murale appena realizzato a Morgongiori nell’oristanese, con tecnica in chiaroscuro. L’artista è Walter Piras, una vera opera d’arte. Il Tema è il legame tra l’arte tessile e la realizzazione delle “Lorighittas”, le due arti caratterizzano il paese. Ecco la foto del Murale, giudicate se ne vale la pena pubblicarlo: http://www.gruppoexpert.com/wp-content/uploads/2016/08/DSC0785-Modifica.jpg

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