Questo è un viaggio un po’ speciale. Parla di luoghi che esistono in un tempo da fiaba e di fiabe che raccontano la realtà; di luoghi dell’anima che, in un’altra dimensione, corrispondono a strade, fiumi e città di questo mondo.

Il 17 aprile, dopo una vita intessuta di magia, parole e impegno, è scomparso Gabriel Garcia Marquez, fantastico narratore e maestro. Nelle sue storie, sospese tra realtà e finzione, lo scrittore Marquez riversò quelle che furono le esperienze del Marquez uomo, i suoi ricordi, i luoghi in cui visse.

La sua Colombia, quella che vibrava nei racconti di nonna Tranquilina Iguarán, fatta di città che paiono appartenere a un altro tempo – dalle viuzze strette e le architetture coloniali -, di piantagioni di banane, di fiumi imponenti e grandi lagune, di “oceani incessanti”, salta Gabriel Garcia Marquezfuori da ogni pagina delle meravigliose storie che egli ha narrato, seppure filtrata attraverso la lente della fantasia.

Dietro nomi immaginari ci sono le sue città, i suoi fiumi, i suoi bar, la sua gente. Tanto che l’Ente del Turismo colombiano ha creato le Garcia Marquez Routes, itinerari turistici basati sui luoghi individuabili nei racconti e nei romanzi di “Gabo”.

Un Sud America dalle atmosfere coloniali emerge da quelle pagine, fatto di case bianche e villaggi coloniali, di piazze lastricate in pietra, di fiumi navigati su battelli a vapore, di sere illuminate dalla luce fioca dei lampioni, come una vecchia cartolina.

Vedrai, a Cartagena de Indias ogni cosa è diversa. Questa solitudine senza tristezza, questo oceano incessante, questa immensa sensazione di essere arrivato.

I luoghi di Gabo

Passeggiando per le strade di questa città, può capitare di sostare su una panchina nel “Parco dei Vangeli” (come Florentino Ariza ne L’amore ai tempi del colera) o di finire nella cripta in cui giaceva Sierva Maria de Todos los Angeles in Dell’amore e altri demoni o ancora di sorseggiare una birra nel Cafè Havana, sempre presente nelle storie di Marquez.

Ecco poi Macondo fare capolino tra le piccole case e i bar di Aracataca (Cent’anni di solitudine), ecco le strade di Mompox, dove Rosi girò molte scene di Cronaca di una morte annunciata, ecco il Rio Magdalena, che Márquez raccontò nella sua biografia (Vivere per raccontarla) e nel romanzo su Simόn Bolívar (Il Generale nel suo Labirinto).

E ancora: Barranquilla, Riohacha, Sucre, Valledupar, Ciénaga…

Luoghi geografici, ma soprattutto luoghi dell’anima, come soltanto lui ha saputo raccontarli e che chiunque abbia letto le sue storie visiterà due volte: con gli occhi e con il cuore.

Grazie per questo viaggio, Gabo. Che la terra ti sia lieve.

L'amore ai tempi del colera: il trailer del film

Continua a seguirci

Viaggia con noi!

Condividere i luoghi che ami, i tuoi viaggi, le tue esperienze e i tuoi consigli di viaggio può aiutarti a far vivere la tua passione!

Scrivi

Eseguendo il login oppure registrandoti accetti le Privacy policy