Nell’immaginario comune la figura del travel blogger è davvero affascinante. Chi non vorrebbe vivere viaggiando gratis in giro per il mondo solo grazie al proprio blog? Io sicuramente si e se stai leggendo questa pagina ho l’impressione che anche la tua risposta a questa domanda sarà affermativa 😉

Certo diventare travel blogger a tempo pieno e fare il giro del mondo gratis non è certo una cosa che capita tutti i giorni, anzi! Il movimento dei blogger di viaggi è sicuramente molto sviluppato nel mondo anche se in Italia siamo ancora in una fase un po’ primordiale. Questa può essere una buona notizia perché vuol dire che c’è molto spazio per crescere. Stanno nascendo le prime associazioni che raccolgono alcuni dei principali top travel blogger italiani ma, francamente, ad oggi sembrano essere più che altro circoli chiusi – all’interno dei quali i componenti si sostengono a vicenda per sviluppare una crescita dei propri blog di viaggi sufficiente per diventare indipendenti e vivere di solo blog – piuttosto che dei gruppi che creano opportunità reali per i “colleghi” travel blogger.

Come abbiamo visto anche in altri post di questo blog, l’obiettivo di vivere e viaggiare gratis per il mondo solo grazie al proprio travel blog è davvero ambizioso e molto difficile da raggiungere. Se nei paesi anglosassoni si tratta di realtà ormai stabili, in Italia questo tipo di situazioni sono un po’ più difficili da raggiungere. Inoltre, quello che non emerge mai sono le spese da dover sostenere per poter diventare un top travel blogger; per non parlare del tempo necessario per dedicarsi al proprio blog ed avere successo.

Gente in viaggio, per esempio, più che un’associazione chiusa di travel blogger che cercano di sostenere la propria crescita in maniera un po’ corporativa, è un travel magazine collettivo, basato su un meccanismo di gamification per cui i travel blogger che decidono di partecipare possono vincere viaggi e premi affini semplicemente condividendo le proprie esperienze e i propri consigli di viaggio. Ci sembra una soluzione molto più accessibile per chi vuole diventare un travel blogger rispetto al far nascere un blog di viaggi da zero.

Vuoi sapere perché è meglio diventare travel blogger con Gente in viaggio?

Ti accontento subito:

  1. Non paghi assolutamente niente (dominio, hosting, promozione ecc)
  2. Non devi occuparti della gestione del CMS, degli aggiornamenti periodici, del backup ecc. Ce ne occupiamo noi, tu puoi pensare solo a condividere le tue storie e giocare con il resto della community
  3. Nella community non sei in competizione con altri, ma puoi conoscere persone che, come te, amano viaggiare e condividere le proprie storie. Gente in viaggio è una piattaforma in cui si gioca non si compete in maniera aggressiva!
  4. Si vincono davvero dei viaggi senza dover fare marchette a nessuna azienda.

Ti sembra poco? Approfondisci le differenze, i pro e i contro, della nostra community rispetto all’ennesimo travel blog!

infografica diventare blogger di gente in viaggio

2 Risposte

  1. Elisadg

    Finalmente qualcuno che ammette che la maggior parte associazioni di travel blogger tendono a creare dei gruppi esclusivi. Io noto un certo comportamento simile anche sui social da parte dei blogger più influenti o comunque con un certo seguito, tendono a taggarsi nei post a vicenda, commentarsi ecc.. mentre altri appena approdati nel mondo del blogging (io sono una di queste) non dico che vengano esclusi, ma leggermente emarginati si. Magari i miei contenuti non sono ai loro livelli, lo ammetto però così si va a creare una specie di divisione tra principianti e top.

    • Alessio

      Hai ragione Elisa. Alcune volte anche noi abbiamo notato questo tipo di atteggiamento e sicuramente c’è una differenziazione tra Top e non top. E’ anche vero che bisogna fare gavetta ed è giusto che sia così. Noi siamo tipi inclusivi e non ci piacciono le elite 😉 Poi sarebbe divertente anche sapere quanti ci vivono davvero di questo mestiere e quanti invece cercano di rivendersi la propria popolarità online mentre sono in un ufficio con un contratto del pubblico impiego 😉

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