Quante persone durante l’anno sognano di pianificare un viaggio per l’Islanda in estate, cercando di curare tutto nei minimi dettagli, risparmiando tempo, fatica e soldi, anche sperando in un clima gradevole e meteorologicamente tranquillo per godere di tutte le meraviglie assolute che quest’isola offre: vulcani, geyser, ghiacciai immensi, cascate e distese, fiumi e bagni termali.

Beh… l’itinerario (pianificato a mio parere nel migliore dei modi con un gruppo di 30 persone più 2 docenti dell’Università di Catania e della Calabria nell’ambito di escursioni didattiche per l’insegnamento di vulcanologia regionale) proposto, facile e adatto a tutti, della durata di 12 giorni, comprende l’arrivo nella capitale, la traversata centrale verso Nord, la costa Nord, la traversata di ritorno verso Sud, la costa e il ritorno alla capitale, passando e avventurandosi tra distese sabbiose vaste, cascate, laghi, ghiacciai, vulcani e anche immergendosi per qualche bagnetto caldo.

Questa piccola guida si propone di descrivere paesaggi, relax, punti di vista, consigli utili, tempi e difficoltà dei trekking nell’ambito del nostro viaggio, come una sorta di programma.

Tappe principali:

L’arrivo a Reykjavik alle 1.10 circa (ora locale), sancisce l’inizio della nostra esperienza.

Le strade di Reykjavik

Reykjavik

GIORNO 1: Reykjavik-Thingvellir national park-Laugarvatn-Gulfoss-Geysir-Kerlingarfjoll

Difficoltà: FACILE – Durata: 1/1.30 ora per luogo

Primo giorno di trekking leggeri e facili a Thingvellir, zona che attraverso le sue fratture rappresenta, dai grossi e alti muraglioni di basalto, l’area dove divergono le due placche tettoniche principali (Nord America ed Europa) che si vanno allontanando lentamente e dove si può fare un giro con percorso segnalato.

La giornata prosegue a Gullfoss, poco distante da Thingvellir dove si può ammirare una maestosa cascata e mediante un sentiero tracciato si può arrivare ad una piattaforma naturale per ammirare e sentire ancora più da vicino la forza della natura.

Al ritorno la giornata finisce a Geysir con visita dello Strokkur, il famoso geyser che ritmicamente ogni 5/7 minuti mediamente, si ricarica e genera questi getti di vapori improvvisi che affascinano per bellezza, potenza e dinamica. La sera ci spostiamo verso il centro per la traversata, in un’area chiamata Kerlingarfjoll, tra i due ghiacciai di Langjokull e Hofsjokull, dove passeremo due notti.

I primi 3 luoghi fanno parte dell’area chiamata Circolo d’oro.

Cascate Gullfoss

Gullfoss

GIORNO 2: Kerlingarfjoll

Difficoltà: MEDIO-DIFFICILE – Durata: il nostro giro ha impiegato circa un 5/6 ore

Passata la prima notte a Kerlingarfjoll, il programma è scalare le vette delle montagne ossidianacee, perciò in fila indiana dopo una leggera salita tra i nevai, si può osservare un’area geotermica adiacente e un panorama a 360 gradi di ghiacciai e table mountains. La salita della vetta è impegnativa, tra ghiaccio e neve, ci siamo aiutati con la piccozza, perciò va affrontata lentamente, cercando di non perdere lo slancio. La salita medio-difficile è fattibile anche dai meno esperti, arrivati in vetta si gode di un bel paesaggio.

Successivamente abbiamo scalato le altre due vette  (abbastanza facili e in poco tempo) fino a godere della vista dei 3 ghiacciai Langjokull, Hofsjokull e Vatnajokull. Una breve pausa e si visita l’area geotermica di Kerlingarfoll subito adiacente (in circa un’ora) osservando le varie formazioni di lave alterate e fumarolizzate con i diversi colori.

Rientro nelle nostre splendide casette dai tetti aguzzi e via alla nostra finta seratina giovane.

Ah… dimenticavo di dirvi che in estate in Islanda non c’è mai buio. Le giornate più lunghe sono tra la fine di Giugno e l’inizio di Luglio, la luce è simile a un tramonto verso mezzanotte.

Le vette di Kerlingarfjoll

Kerlingarfjoll

GIORNO 3: Hveravellir-Husavik-Godafoss waterfall-Myvatn area

Difficoltà: FACILE

Oggi nessuna escursione, ma visite e un po’ di divertimento. Proseguiamo verso Nord, dopo 2/2.30 ore si arriva ad Akureyri per fare la spesa, fermata di un’oretta ad ammirare le cascate di Godafoss e si prosegue per Husavik nella costa Nord, tre ore di whale whatching e nel pomeriggio arriviamo al lago di Myvatn. Il nostro ostello hraunbrun Guest House a Reykjahlid, dove passeremo due notti, è molto bello, attrezzato, comodo ed accogliente.

Cascate di Godafoss

Godafoss

GIORNO 4: Area di Krafla e Myvatn

Difficoltà: FACILE – Durata: intera giornata.

Partenza da Reykjahlid, trekking prima sul cratere Viti del Krafla (eruzione 1977-1984) con lago al suo interno, giro del cratere, visita dell’area fumarolizzata adiacente e panorama bellissimo sui table mountains. Nel pomeriggio divertente camminata sul campo lavico di Leirhnjukur, visita al campo geotermico adiacente e possibilità anche di effettuare bagni termali a Jarbodin, ma noi abbiamo percorso una frattura spettacolare, saliti sulla caldea di Hverfjall, goduto di una splendida vista sull’area di Myvatn e ci siamo immersi nel labirinto di lava di Dimmuborgir.

Vulcano Viti del Krafla

Cratere Viti

GIORNO 5: Dettifoss-herdubreid-caldera di Askja-Holurhaun (er.2014)

Un’ora sull’Holurhaun e 2 orette ad Askja bastano (magari di più ad Askja se si vuole fare un bagno nelle acque calde del cratere).

La traversata centrale al ritorno comprende la visita alle cascate di Dettifoss, bellissime e con un unico e ampio salto, dove non si vede il fondo e sono facilmente raggiungibili dalla strada. Dopo 3 ore abbondanti di bus, ci dirigiamo a Herdubreid, considerata la montagna islandese per eccellenza. La giornata continua scalando prima le lave dell’Holurhaun (frattura lineare del Bardarbunga. er. 2014) più a sud/est, accanto ad Askja e alla fine a circa 60 km di distanza (due ore di strada dall’Herdubreid) la caldera di Askja,  vasta e parzialmente innevata, larga parecchi chilometri con un lago con acque calde al suo interno, ottimo per ammirare il tramonto in maniera rilassante in un clima prettamente artico con 5 gradi fuori e 40 a mollo. A fine giornata (circa le 1.30 di notte) torniamo a Herdubreid al nostro hut a dormire.

GIORNO 6: Herdubreid

Difficoltà: FACILE – Durata: 4/5 ore

Semplicissima escursione fin sotto l’Herdubreid, camminando sulle lave e ammirando paesaggi sabbiosi e alcune formazioni vulcanologiche. Pomeriggio e serata estremamente tranquilli, ammirando il tramonto alle 00.30 circa tra le nuvole nell’orizzonte. Una delle tante giornate molto variabili e ventose.

GIORNO 7: Sprengisandur

Tutta la giornata è stata impiegata per fare gran parte della traversata centrale verso sud, attraverso una zona compresa tra i due ghiacciai del Vatnajokull e Hofsjokull chiamata Sprengisandur, perchè è una vasta distesa di ceneri e roccette di dimensioni sabbiose. La traversata è ancora lunga e sostiamo per la notte in un bivacco per strada: hut of hiking association nella valle di Nyjadalur.

GIORNO 8: Landmannalaugar

La prima parte della giornata è tutta incentrata sul raggiungimento di Landmannalaugar, si tratta di un altro giorno di viaggio. Il nostro rifugio è bellissimo e attrezzato accanto ad un area camping. Si può fare una breve escursione di un’ora per vedere il bagno termale e la grande piana con una bella colata ossidianacea che passa per fiumi, laghi e montagne colorate. In certe zone è anche possibile ammirare aree fumarolizzate, sublimati di zolfo e un insieme di fiumi che si intrecciano nella piana. Nessuna difficoltà da tutti i punti di vista.

GIORNO 9: Landmannalaugar

Difficoltà: MEDIA – Durata: 6/7 ore (anche a seconda della preparazione del gruppo)

Trekking tra le montagne ossidianacee, colorate e innevate, si possono osservare in lontananza il vulcano Hekla e la vetta più alta della zona, il Torfajokull. Il programma prevede salite e discese per queste montagne tra le più famose al mondo, tra le aree fumarolizzate, campi geotermici e vasti nevai. Il trekking è molto bello ma il meteo molto variabile: sole, vento e pioggia. Tornati a valle ci godiamo una bella doccia e una giocata a carte all’esterno del rifugio, sotto il sole. Possibilità di farsi un bagno termale.

Panorama di Landmannalaugar

Landmannalaugar

GIORNO 10: frattura Eldja’

Difficoltà: FACILE – Durata: 1/2 ore

Da Landmannalaugar, due ore di strada per la frattura di Eldja, un insieme di fratture lineari facenti parte dell’area Est, un rift lungo 18 Km dove è possibile percorrere una parte del tragitto fino ad arrivare ad una fantastica cascata Ofaerufoss waterfall.

In seguito si continua verso Sud, ammirando il ghiacciaio del Myrdalsjokull con il vulcano Katla. Qui si può vedere anche il ghiacciaio dell’Eyjafjallajokull e il suo vulcano Eyjafjoll (eruzione 2010), in un unico complesso con il già citato vulcano Katla. In zona è possibile visitare la costa di Vik, i puffins a Dyrholaey (seguendo un brevissimo percorso sulla costa) e in lontananza si possono osservare le isole Westmann. Sulla strada per Hella (ultimo stop, dove trascorreremo l’ultima notte) consiglio vivamente di fermarsi a Skogafoss, una bellissima cascata con un unico ed ampio salto e Seljalandsfoss. Consiglio anche qualche foto-stop sulla strada per Hella, per fotografare i vulcani Eyjafjoll, Katla, Hekla e le isole Westmann.

La nostra giornata finisce ad Hella in un piccolo ostello lungo il fiume; in zona è possibile visitare il Lava Centre, museo vulcanologico e molti altri musei ricadenti all’interno del Katla Geopark, sia come attrazioni che come centri informazioni.

Cascata Ofaerufoss all'interno della frattura di Eldja

Cascata Ofaerufoss

GIORNO 11: Hella-Reykjavik

Purtroppo questo è il nostro ultimo giorno pieno, la mattina sarà dedicata alla capitale a due ore piene da Hella. Si trascorre la mattinata lungo la via principale di Reykjavik, tra bancarelle e negozi di souvenir, visitiamo la bellissima cattedrale che è una meta imperdibile per la sua architettura che diventa sempre più appuntita verso l’alto. A pranzo un bel panino accompagnato dalla famosa birra Viking e nel pomeriggio una bella nuotata nella piscina comunale (si consiglia Blue Lagoon più a sud, nella penisola di Reykjanes verso l’aeroporto di Keflavik).

Prima del ritorno in aeroporto, cena in un ristorante tipico e poi il bus di ritorno in modo di essere a keflavik per il volo notturno. Dopo circa tre quarti d’ora si arriva all’aeroporto di Keflavik e purtroppo dobbiamo salutare l’ultimo tramonto islandese dopo un commuovente discorso finale da parte dei viaggiatori.

Cascata di Seljalandsfoss

Seljalandsfoss


Cattedrale di Cristo Re, Reykjavik

Cattedrale di Cristo Re, Reykjavik

Questo viaggio richiede grande spirito di adattamento da parte di tutti per poter vivere appieno tutti gli aspetti di questo paese.

Essendo un viaggio avventuroso, bisogna pianificarlo ma allo stesso tempo partire con la consapevolezza che non si sa bene quello che si troverà: dal meteo al dove e se dormirete.

Importante per la traversata centrale è fare la spesa per almeno due volte: ognuna con riserve per 3/4 giorni, una a Reykjavik per l’inizio della traversata e un’altra ad Akureyri (costa Nord) per la seconda parte della traversata, oppure anche a Reykjahlid (ci sono un paio di supermercati, ma ho letto che BONUS è il più economico perché i prezzi in Islanda sono davvero alti).

Che tu ci vada in Jeep, mountain bike (più divertente secondo me), bus o quant’altro, ci si deve sapere adattare al massimo e vivere quei giorni in maniera molto selvaggia. Questo viaggio non è adatto a tutti ma insegna proprio come vivere l’isola. Il prossimo viaggio in Islanda ho deciso di farlo sostando in tenda, ancora più selvaggio e avventuroso. Auguro a tutti di fare questo tipo di avventure perchè ne vale la pena sotto tutti i punti di vista.

Quanto scritto sopra è l’itinerario che ho fatto con il mio gruppo di colleghi e i nostri professori, si propone come una guida da poter seguire con una serie di consigli su dove andare, per chiunque voglia intraprendere un viaggio in questi posti meravigliosi.

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