L’estate scorsa a cavallo di Ferragosto, ebbi la possibilità di scegliere una destinazione dove poter fare una vacanza, non in una città d’arte dove visitare musei o fare passeggiate tranquille senza faticare o rilassarmi troppo, ma andando alla ricerca del mio ideale di relax: trekking, uscite ed esplorazioni.

Bene, quella volta decisi di regalarmi una vacanza in un’area isolata, lontana e tranquilla…. decisi di partire per le Isole Azzorre, 9 isole vulcaniche disperse in mezzo all’oceano Atlantico, a metà circa tra la costa portoghese e quella nord americana, appartenenti politicamente al Portogallo. In queste isole domina la natura totalmente incontaminata, vegetazione rigogliosa, terreno vulcanico, popolazione usi e costumi davvero affascinanti, luoghi unici dove l’isola più urbanizzata quasi tipicamente europea è Sao Miguel con il capoluogo Ponta Delgada, industrializzata, ricca e bella che si contrappone totalmente alle isole di Flores e Corvo dove non c’è nulla (o quasi) in un contesto veramente meraviglioso.

Il tour riguarda l’esplorazione e la visita di cinque isole, in successione (con alcuni dati tecnici):

  1. TERCEIRA. Rocha do Chambre: giro circolare, difficoltà media, estensione 9,3 Km, tempo percorrenza 2.30 h, dislivello 200 m.
  2. SAO MIGUEL. Mata do Canario (Sete Cidades): giro circolare, difficoltà facile, estensione 12 Km, tempo percorrenza 3 h, dislivello 550 m in discesa.
  3. Furnas e Lagoa Fogo (Sao Miguel): giro circolare, difficoltà facile, estensione 9,5 Km tempo percorrenza 3 h, dislivello 120 m. 
  4. SAO JORGE. Norte Pequeno: giro circolare, difficoltà media, estensione 11 Km, tempo percorrenza 3 h, dislivello 450 m.
  5. Serra do Topo (Sao Jorge): giro lineare, difficoltà media, estensione 18 Km,  tempo percorrenza 2,30 h, dislivello 600 m in discesa.
  6. PICO. Salita al vulcano: difficoltà media e tempo di percorrenza tutta la giornata, dislivello circa 1100 m.
  7. FAIAL. Caldeira: giro circolare, difficoltà facile, estensione 7 Km, tempo percorrenza 2.30 h, dislivello poco meno di 200 m.

Ogni isola ha caratteristiche particolari e una sorta di carta d’identità, la permanenza in ogni tappa è stata di 1/2 giorni spesso, però, disturbata dal tempo variabile e non molto clemente…ma immergiamoci nei luoghi: con un volo TAP Portugal arriviamo nel tardo pomeriggio a Terceira (prima isola) e andiamo verso il nostro alberghetto che ci ospiterà una notte. Cena in un tipico ristorantino locale ad Hangra do Heroismo, dominata dal monte do Brasil, passeggiatina nel centro città e subito a letto per il primo giorno di escursione.

Hangra do Heroismo

Hangra do Heroismo

Il primo giorno di trekking è incentrato sull’esplorazione di un luogo ricco di vegetazione, conetti vulcanici spenti e paludi che percorreremo in una sorta di giro ad anello, con un’ampia vista sulla zona circostante. Il sentiero è stato costituito su roccette e a tratti sembra una corsa ad ostacoli ma molto bello. Il giro ha impiegato tutta la mattinata, nel pomeriggio abbiamo fatto un’altra bella escursione in un’area vicina chiamata Rocha do chambre, che rappresenta sostanzialmente una vastissima depressione circondata da falesie alte anche un centinaio di metri.

Il percorso si snoda tra salite e discese, si immette dentro i boschi di varia natura e alla fine delle salite prima si intercetta una delle tante scarpate che danno a valle e successivamente nel punto più alto anche la vista fino a mare. La salita è stata a tratti pesante con tempo nuvoloso e qualche segno di pioggia. Speravamo di poter fare un bel bagno nei pressi di Biscoitos, piscine naturali circoscritte da scogli nel lato nord dell’isola. Il tempo alla fine è stato tranquillo, un bagnetto veloce per poi risalire e attraversare l’isola di Terceira e andare nel capoluogo da una costa all’altra. Così tra la cena e una passeggiata notturna, si conclude il primo giorno di trekking facili.

Rocha do Chambre e le ortensie

Rocha do Chambre e le ortensie

Il giorno successivo si passa alla seconda isola: Sao Miguel, da qui ci spostiamo in aereo molto presto e torniamo indietro fino ad atterrare a Ponta Delgada, il capoluogo più grande e urbanizzato dell’intero arcipelago. Dall’aeroporto, molto bello anche se piccolo, ci spostiamo in B&B e subito andiamo in zona Provoacao (Est dell’isola), dove c’è la possibilità di risalire un torrente e di trovare una bella cascata per farsi un bagno rilassante nel laghetto ghiacciato. Scendendo sul tracciato pieno di curve e molto pendente arriviamo sul lungomare per osservare le coste frastagliate. Al ritorno ci immergiamo nella vita notturna di Ponta Delgada tra passeggiate al porto, in centro, mercatini e cena in un tipico ristorante locale.

Il giorno successivo alla volta del settore ovest dell’isola, arriviamo in una zona chiamata Mata do Canario. Si tratta di una vastissima caldera larga alcuni chilometri, con un sistema di laghi al proprio interno e con un percorso ad anello che ti permette di costeggiare gli aspri pendii degli orli di questa caldera.

Le sommità spesso ricoperte dalle nuvole di passaggio creano un’atmosfera misteriosa; una scarpata di centinaia di metri finisce dritta nel lago, percorrendo il sentiero facile ogni 10 m è possibile rivedere i fantastici punti panoramici adatti alla fotografia e alla fine avere la possibilità di scendere a valle e rilassarsi facendo un bagno nelle acque fresche o affittando una canoa.

Proseguendo si risale verso il punto di inizio escursione (se siete stanchi e accaldati dalla giornata potete prendervi un taxi perché la salita è lunga e sull’asfalto) per affacciarsi nella vista più bella della zona, la vista do Rei dove si può ammirare tutto!

L’ultimo giorno a Sao Miguel prevede il giro affascinante di due aree vulcaniche molto particolari: Lagoa Furnas e Fogo. Partendo da Ponta Delgada si arriva verso il centro dell’isola in località Lagoa do Fogo, antico centro eruttivo dove persiste la presenza di un bel laghetto, il nostro giro si occupa di fare la circumnavigazione del lago. Facciamo una panoramica abbastanza rapida sull’intera area e dopo qualche ora di macchina arriviamo a Lagoa das Furnas. Qui si ammira la bellezza di un altro lago dentro una caldera e ancora si passa da un’area geotermica molto bella e interessante. Qui i ristoratori locali usano seppellire le loro pentole contenenti gli alimenti e sfruttano il calore terrestre per cuocerli, una cosa davvero originale, ogni pentola ha il nome del ristorante al quale appartiene. Proseguendo il giro ci si immette in una carrareccia che ci fa fare il giro completo del lago, all’incirca un paio di ore e si ritorna al punto base. Nella stessa area troviamo piscine naturali con acque riscaldate a circa 40 gradi e altre vasche a temperature più alte (ovviamente segnalato) dove non è possibile fare il bagno. In questo parco vi è un museo geologico, uno shop e un cafè. Una volta conclusa questa giornata ceniamo in loco e in serata ci avviamo per l’ultima serata a Ponta Delgada, facendo vari stop lungo il tragitto per ammirare la costa.

Il giorno successivo si parte alla volta della terza isola: Sao Jorge.

Con un volo tra le isole approdiamo all’isola di Sao Jorge e andiamo a Velas, la città che ci ospiterà due notti. La sera ci concediamo del relax alla scoperta della città: qualche locale, un unico supermercato, una piazza, qualche negozio e una banca.

Il giorno seguente facciamo un trekking, tra i più pesanti: l’attraversamento dell’isola dalla costa sud a nord, passando per il punto più stretto dell’isola seguendo una pesante salita dal livello del mare fino alla vetta della montagna. Quindi attraversiamo l’area salendo il monte immersi nei boschi e attraverso pendii molto acclivi e scavati da torrenti occasionali. Si scende dall’altro lato della costa, arrivando al livello del mare ci godiamo una meritata tranquillità con birra e aperitivo.

Il giorno successivo dopo una mattinata free a spasso per la città, abbandoniamo Sao Jorge in traghetto per raggiungere l’isola di Pico, l’isola poco distante e dominata dal suo vulcano più alto la montanha do Pico che sembra un imbuto rovesciato, con una forma davvero insolita e particolare. Lasciamo le valigie e andiamo nella costa Sud a fare avvistamento di balene e delfini (circa 3 ore) a largo di Pico. Per cena ci sistemiamo in un localino tranquillo e appartato nel porto di Sao Roque do Pico.

La giornata successiva parte nel migliore dei modi, sole e temperatura gradevole, saliamo in taxi verso la casa da muntanha punto base delle escursioni per la scalata al monte Pico (2351 m). Ma qualcosa cambia, una nuvola nera gigante si sposta velocemente dal mare verso la montagna, l’umidità sale e quella che sembrava essere la giornata perfetta per scalare il vulcano si trasforma in nebbia, vento e pioggerella. Si avvia la camminata ma sfortunatamente le condizioni meteo ci hanno bloccato a metà percorso e costretti a tornare al rifugio.

Il penultimo giorno con un traghetto dal capoluogo dell’isola Madalena, raggiungiamo l’ultima isola: Faial. Dal B&B del capoluogo Horta, ci spostiamo alla caldera di Faial chiamata Caldeira. La cena in un tipico ristorante locale conclude la cornice varia della nostra vacanza con una serata serena dove è possibile ammirare stavolta da lontano il Pico con le lenticolari che le fanno da cappello alla sua sommità.

L’ultimo giorno si riparte da Horta e in mattinata si raggiunge l’aeroporto che ci porta a Lisbona (TAP Portugal) dove passeremo una notte sola per poi ritornare in Italia e concludere definitivamente la nostra splendida avventura.

Al ritorno da questo viaggio posso dire assolutamente di aver vissuto una esperienza bellissima, con un gruppo vario, bello e collaborativo.

Tutto ciò che ho scritto ed elencato sopra, si propone per essere una guida e fornire consigli spero utili per chi vuole intraprendere un viaggio del genere. Per altre informazioni, commentate pure.

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A proposito dell'autore

peppino94

Sono un geologo appassionato di viaggi intorno al mondo, soprattutto per le aree vulcaniche attive come Azzorre, Islanda, Eolie ed Etna. Organizzo e curo escursioni e trekking con amici e vari gruppi anche con il CAI. Mi piace spiegare la geologia attraverso le foto e i racconti. Faccio parte di diverse associazioni inerenti la vulcanologia e pratico diverse attività outdoor e coinvolgo vari gruppi.

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