Come tante feste comandate nel corso dell’anno, anche la Pasqua è un evento ricco di punti fermi gastronomici: quei piatti tipici di cui proprio non si può fare a mano, la maggior parte dei quali si rifà a tradizioni antiche e a ricette tramandate di generazione in generazione.

Qualche secolo fa, in molti Paesi di religione cristiana si diffuse la tradizione di cucinare piccoli panini dolci senza usare latticini, in quanto proibiti nel periodo della Quaresima. Visto l’aspetto religioso, sui panini ben presto si iniziò a disegnare una croce che, probabilmente, deriva dalla vecchia abitudine degli antichi Greci di contrassegnare le proprie torte proprio con una croce. Nell’immaginario cristiano, la croce rappresenta naturalmente la crocifissione di Gesù, mentre le spezie usate per cucinare questi panini sono simbolo di quelle utilizzate per la sua imbalsamazione. Nei Paesi di origine anglosassone, questi dolci panini vennero chiamati Hot Cross Buns e, ancora oggi, sono cucinati, venduti e gustati da milioni di persone in Gran Bretagna, Australia, Nuova Zelanda, Canada, India e Sud Africa.

Hot cross buns classici

La versione classica degli Hot Cross Buns prevede dei panini tondi (“bun” significa proprio panino rotondo) a base di farina, zucchero, uova e varie spezie (soprattutto cannella e noce moscata), arricchiti da uvetta o uva sultanina. Tradizionalmente, questi dolci panini vengono consumati il giorno del Venerdì Santo, in occasione della fine della Quaresima, anche se è ormai possibile gustarli non solo durante tutto il periodo pasquale, ma anche in altri periodi dell’anno. In Australia e in Nuova Zelanda cominciano ad apparire sugli scaffali dei supermercati già da Natale!

Naturalmente, con il passare del tempo, gli Hot Cross Buns hanno subito moltissime variazioni, dovute ai tanti Paesi in cui vengono consumati e alle rivisitazioni di pasticceri o semplici amatori. Oggi, infatti, si usano anche il latte e il burro nell’impasto, ma esistono anche tantissime varianti di gusto. In Gran Bretagna, ad esempio, non è raro trovarli nelle versioni arancia-cranberry o mela-cannella, mentre in Australia, dove ho avuto il piacere di assaggiarli (più e più volte…), vanno fortissimo le versioni con le gocce di cioccolato al posto dell’uvetta e, in misura minore, al gusto di caffè. Esistono anche le versioni mini (dei panini un po’ più piccoli che si mangiano in due morsi), e anche i Non Cross Buns, che hanno una faccia sorridente al posto della croce. A proposito di croce, essa veniva tradizionalmente disegnata con sottili strisce di pasta brisé, mentre ora è più comune utilizzare una glassa realizzata con una miscela di acqua e farina.

Questi panini sono perfetti per portare un po’ di tradizione anglosassone sulle nostre tavole pasquali. In Australia spopolano davvero, è possibile acquistarli confezionati al supermercato, oppure freschi nelle panetterie. Sono molto aromatici ma non estremamente dolci, e possono essere personalizzati secondo il proprio gusto. Oltre alla loro bontà, gli Hot Cross Buns sono adorati da grandi e piccoli anche per le molte leggende che girano loro attorno. Si dice, ad esempio, che quelli cucinati il Venerdì Santo possono durare anche un anno senza mai ammuffirsi! Inoltre, gli Hot Cross Buns proteggono i naviganti dai naufragi e le case dagli incendi. A questi panini, infine, è attribuita una particolare proprietà terapeutica: basterebbe mangiarne un bocconcino per guarire dall’influenza o dai malanni di stagione…vogliamo provare?

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