Il vino, il lavoro, la voglia di conoscere nuovi posti, mi hanno portato in questa bellissima cittadina in provincia di Treviso: Conegliano Veneto. Siamo nella marca trevigiana, città famosa per il prosecco, per la scuola enologica (una delle più importanti in Italia) e per essere la città che diede i natali al pittore Giovanni Battista Cima.

La città è immersa nelle colline trevigiane, nel verde e nei vigneti. Si raggiunge facilmente dall’aeroporto Marco Polo di Venezia, prendendo il treno in direzione di Udine/Trieste. Dopo  circa un’oretta si arriva a Conegliano Veneto. Usciti dalla stazione ferroviaria, mi colpisce subito il bel viale alberato (viale della Stazione), colmo di negozi di abbigliamento, di bar, che culmina con la bellissima scalinata degli alpini. E lì, di fronte a me, alzo la testa e vedo in tutta la sua grandezza il Castello medioevale di Conegliano. Poco sotto il Castello, si può ammirare una villa veneta: Villa Gera. Essa prende il nome dalla nobile famiglia proprietaria che decise di farla costruire attorno al 1800.

Percorro la scalinata degli alpini, costituita da sampietrini, che mi conduce nella centralissima via XX Settembre e allo splendido Teatro Accademia.

Nella scalinata degli alpini si svolgono numerose e importanti manifestazioni come ad il mercato cittadino, il “Settembre coneglianese” (serie di eventi, appuntamenti e manifestazioni che si svolgono in città lungo tutto il mese di Settembre) e la gradinata in fiore.

Il Teatro Accademia si trova in piazza Cima, costituito da tre sezioni principali di origine austriaca (edificato sotto il regno austro-ungarico) si caratterizza per avere un ampia facciata e due sfingi di leoni a due lati. Nella piazza, anni fa, vi si svolgeva il gioco della dama vivente. Veniva steso un tappeto che fungeva da pavimento, a quadri neri e bianchi, e donne e uomini svolgevano la partita degli scacchi con i loro costumi risalenti all’epoca medioevale. Il tutto condito da musica, danze, dagli sbandieratori, dai tamburini e dagli spettacoli pirotecnici.

Curioso, entro all’interno del Teatro. Piccolo, molto curato, con una capienza di circa 800 posti. Vedo anche il programma per la stagione in corso, e vi si svolgono numerosi eventi e spettacoli che vanno dalla prosa, alla danza classica, al cabaret.

Accanto al Teatro, si trova un piccolo bar, che prende il nome dal teatro stesso, dove mi fermo per un piccolo spuntino e un buon bicchiere di prosecco, chiamato qui “un’ombra de vin!”. Il tipico aperitivo è costituito da un bicchiere di vino bianco.

La giornata è fredda, ma splende il sole. Le persone affollano il centro, passeggiano, guardano le vetrine, chiacchierano.

Finito il mio pranzetto, proseguo in direzione del Duomo. L’esterno è caratterizzato da nove arcate affrescate con figure e rappresentazioni di carattere religioso/biblico, realizzate nel XVI secolo, e che vengono accuratamente restaurate di tanto in tanto. In tutto il suo splendore spicca il campanile con il suo orologio dipinto su sfondo giallo, su cui vi è scritta una frase in latino: Vulnerant omnes, ultima necat.

Prima dell’ingresso del Duomo si trova la Sala dei Battuti. I Battuti erano una congregazione di provenienza umbra che presero piede a Conegliano attorno al 1300 e costruirono questa Sala. I Battuti erano un organizzazione molto diffusa e prendono il  nome dall’autoflagellazione che si imponevano. Erano dediti ad opere di bene e di carità. La sala fu costruita attorno al 1350 per ospitare appunto le loro riunioni. Interamente affrescata, è un’opera splendida.

È proprio all’interno del Duomo, dietro l’altare maggiore, che si trovano parte delle opere del Cima, come ad esempio: La Madonna in trono col Bambino (datata 1500). Purtroppo, però le opere si trovano anche all’estero, ad esempio a Cardiff. Il Duomo è imponente al suo interno, con queste altissime colonne e soffitto, dove svetta in cima un crocifisso. Sulle colonne sono raffigurati Santi e altri simboli religiosi.

Alle spalle del Duomo si trova la casa del Cima, oggi divenuta museo, grazie all’opera della Fondazione Cima. Si tratta di una piccola casetta, costruita su due piani ed un piccolo sottotetto, il secondo dei quali era adibito a studio e laboratorio dello stesso pittore. Oltre ad opere dello stesso Cima, si trovano numerosi reperti ritrovati nel territorio e risalenti all’epoca romana.

Via XX Settembre ha un grande fascino, con queste strutture, i sampietrini, la mia mente pensa come sarebbe stato vivere qui all’epoca del Cima, anche qui, ogni venerdì, si svolge il mercato cittadino.

Proseguendo la mia passeggiata, concludo via XX Settembre e giungo alla Fontana di Nettuno, altro importante simbolo della città. La fontana è chiamata anche in città, Fontana dei Cavalli.

Un’immensa fontana raffigurante il dio del mare Nettuno, seduto su una conchiglia, con in mano un tridente e due cavalli che trainano la conchiglia. Dalle narici dei due cavalli, esce l’acqua. Tutta la struttura è racchiusa all’interno di una base circolare.

Seguendo una piccola salita mi reco al Castello di Conegliano, che oggi è adibito a museo. Il giardino e il parco che lo circondano sono immensi, caratterizzati da alti e grandi pioppi, una fontana e delle aiuole curatissime. Il panorama di cui si può godere da qui è fantastico. Si domina tutta la città. Scorgo anche Villa Gera, che andrò a visitare di li a poco. È qui che si svolge il primo weekend di agosto un’importantissima manifestazione chiamata Calici di Stelle. Vengono allestiti dei gazebo ed ogni produttore espone la propria produzione vitivinicola. Gli appassionati, gli esperti del settore, i curiosi, possono acquistare un calice e degustare i loro vini preferiti. Il tutto in una magnifica cornice.

Il Castello ospita la pinacoteca e il museo civico, con le sezioni/aree dedicate a diverse tematiche. Vi sono presenti numerosi affreschi, dipinti su tela, dipinti ad olio (alcuni dei quali del Cima), carte e stampe geografiche, sculture nonché resti e reperti archeologici dell’età romana. Attraverso una scala, si può salire anche sulla cima del castello per ammirare tutto il panorama sottostante. Il costo del biglietto è di soli 2,50 Euro.

Visitato il Castello, proseguo per la visita a Villa Gera, oggi sede di eventi, matrimoni, cerimonie. Il contesto è da favola: la villa è immersa nei vigneti, la pace regna sovrana. La facciata di stile neoclassico, costituita da dieci colonne e un frontone. La visita si può svolgere solo su prenotazione e solo con gruppi. Vi è un ampio salone con numerosi affreschi opera di Giovanni de Min e affreschi legati alla vita romana di Giulio Cesare. Il salone porta al terrazzo dove si può godere di una vista mozzafiato.

Pensando alla città di Conegliano, si potrebbe credere che sia famosa solo per il vino Prosecco. Invece è molto di più!

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bepposimo

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