È stato quando da una cucina è uscita fuori una signora anziana a chiedermi chi ero che mi sono reso conto di non essere in “Casa Franco” il nostro alloggio concessoci dall’organizzazione del Cleto festival. È stato però bello ricevere un po’ di gentilezza anche di fronte ad una gaffe che qualcun altro avrebbe potuto non apprezzare. Con Nadia che mi accompagna in questa avventura ci siamo sentiti subito ospitati non solo dai membri dell’organizzazione ma dal paese intero.

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A Cleto, campioni di ospitalità e accoglienza

ingresso borgo medievale pietramala cleto cosenza calabriaIl borgo di Pietramala è il centro storico di Cleto e come molti borghi calabresi è quasi completamente disabitato. Il suo aspetto però è molto curato e le abitazioni abbandonate sono l’altra faccia della medaglia di questa cura. I ragazzi dell’associazione La Piazza che organizzano ogni anno il Cleto festival sono riusciti a recuperare per l’occasione diverse abitazioni storiche ed è in una di queste che alloggiamo noi. Ci troviamo in una stanza con cinque letti dentro un appartamento in cui staremo in 10, tra cui i ragazzi di Radio Barrio. In tutto il borgo l’aria che si respira è quella di una comunità e dentro una casa storica questa sensazione è ancora più forte. Mai tanto forte quanto l’odore di polpette di melanzane fritte che invade la stanza mentre il vociare delle donne in dialetto stretto disegna storie e pettegolezzi di luoghi e persone che non conosciamo ma che comunque ci incuriosiscono parecchio. Il nostro alloggio è esattamente sopra il punto ristoro e si affaccia sul suo retro dove sapienti mani preparano le leccornie che la sera verranno distribuite in abbondanza agli astanti del festival. Il menu è succulento e i prodotti sono tutti antimafia (prodotti dalle coperative di Libera) e a km0. Davvero. Parlando con il team cucina emerge subito che la provenienza di moltissimi dei prodotti utilizzati per preparare i pasti proviene dagli orti delle stesse famiglie che stanno cucinando per centinaia e centinaia di giovani e meno giovani (voci di corridoio parlano di circa 600 panini con la salciccia solo l’ultima sera…).

Cleto ti colpisce, in tutti i sensi

Gli odori di questa terra però non sono solo quelli dei fritti o della mitica Cialetta (pane tipico di Cleto) ma anche quelli della natura e della vegetazione che circonda il borgo dove si tiene il festival. Arrivando in automobile dalla SS18 – quella che costeggia il Mar Tirreno – ad un certo punto veniamo sorpresi da un incredibile odore di cipolla. Probabilmente sono state raccolte da poco nei campi circostanti e il loro odore dolce e potente invade l’abitacolo dell’auto di Nadia che da Palmi ci sta portando a destinazione. Invece, durante la nostra piccola escursione lungo il torrente che lambisce il borgo, l’odore di menta selvatica in alcuni tratti è davvero forte! Incredibile, mentre Nadia cerca di fotografare farfalle, immerso nella natura mi fermo qualche secondo a godere con l’udito del rumore che l’acqua fa quando scorre agile sulle rocce levigate e a respirare a pieni polmoni questo intenso odore di menta!

Del gusto dei cibi ne ho già accennato e non è il caso di approfondire troppo qui, ci sarà occasione in un prossimo post. Molti sanno che in Calabria si mangia pesante. Tutti dovrebbero sapere che in Calabria si mangia bene e Cleto non è un’eccezione. Dalle 16.30 le immancabili salcicce sudano sulla griglia ma il vero aspetto succulento è quello dei menù. Tripudi di melanzane, peperoni, fiori di zucca e prodotti della terra che si mescolano ad olio bollente, pasta e chi più ne ha più ne metta.

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Conoscere tante persone nuove è sempre un piacere. Al Cleto Festival di persone ne ho conosciute a decine. Cletesi che organizzano e cletesi che vivono il borgo; musicisti di ogni risma; artigiani e artisti che propongono tra i vicoli le loro creazioni; migranti calabresi che tornano da ogni parte d’Italia per vivere i momenti di questo festival che alla sua quinta edizione si conferma come un appuntamento imperdibile dell’estate calabrese. Il contatto con queste persone è un ricordo che mi porterò dietro a lungo e che spero non rimanga solo un ricordo. Il tatto è qualcosa di importante e sarà sempre un piacere poter stringere la mano e abbracciare le persone che mi hanno fatto vivere queste emozioni.

Infine, come ben sappiamo, anche l’occhio vuole la sua parte. E che parte! Per quanto sia faticoso risalire il paese fino alla sua cima, dove il castello medievale sovrasta tutta l’area circostante, ad alleggerire lo sforzo ci pensa il panorama mozzafiato che concede la vista di uno spicchio di mare in fondo ad una vallata verdissima, magari mentre il sole ti saluta e colora di rosso il cielo. Anche il paese stesso offre grandi soddisfazioni. Dettagli architettonici che rimandano ad un passato roseo normanno e aragonese ed anche a più modesti, ma altrettanto dignitosi, ricordi di famiglie storiche del paese che fanno capolino dalle porte e le finestre aperte delle case e degli edifici abbandonati.

Divertimento da ripetere

Tutto sommato se siamo media partner di un festival culturale come quello organizzato a Cleto è anche perché siamo convinti che grazie alla cultura non solo si possa mangiare… ma ci si diverte anche! Se ami il cinema ci sono i tipi de La Guarimba Film Festival che in uno dei vicoletti del borgo proiettano i loro cortometraggi. La loro missione è quella di portare il cinema alla gente e la gente al cinema. Posso dire che gli riesce molto bene. Il pezzo forte sono ovviamente i concerti. I generi musicali proposti sono molto vari ma in comune hanno la forza del coinvolgimento che è prorompente quando il contesto in cui ti trovi è accogliente e gioioso. Il vino rosso locale avrà fatto anche la sua parte, ma se abbiamo ballato così tanto tutte le sere lo dobbiamo principalmente alla bravura delle band e dei dj. I laboratori nel pomeriggio hanno fatto il resto del lavoro unendo il divertimento di attività giocose al piacere di apprendere aspetti particolari delle culture popolari locali, soprattutto grazie agli stage di danza e musica popolare. Non è questo il contesto giusto per elencare gli artisti e gli eventi che si sono succeduti nella tre giorni, quello che posso dire è che scoprire in un colpo solo tanta cultura, un territorio così interessante, dell’ottimo cibo e tante persone entusiaste e impegnate per far (ri)vivere il proprio paese è un’esperienza davvero da ripetere.

Il Cleto Festival ci sarà anche l’anno prossimo. Ci vediamo tutti lì?

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