Tutto è cominciato dalla mia grande passione per le culture orientali, lo ammetto, sono sempre stata affascinata dal cinema asiatico, quelle donne dai lineamenti così delicati, lunghi capelli neri e lucidi, pelle chiarissima, il mio vero ideale di bellezza, per non parlare del cibo e dei templi dedicati al Buddha, tutte meraviglie che fino a poco tempo fa avevo visto solamente al cinema e in qualche libro. Mio fratello Gabriele, appassionato anche lui per tutto ciò che riguarda l’Asia, figuriamoci, ha sempre anelato ad avere una ragazza orientale e come per magia, ora è felicemente fidanzato con una ragazza cinese, precisamente di Shenzhen, grossa città a sud della Cina, vicina ad Hong Kong. Negli ultimi anni le vacanze di Gabriele e Yalun, così si chiama la sua bella fidanzata, sono state ovviamente in Cina e dintorni, per l’appunto quest’estate hanno visitato insieme alla famiglia di lei la Thailandia, fu proprio quest’estate che ricevetti un messaggio da mio fratello : ” Senti Cri, ti va di venire in Cina quest’inverno?”, super proposta, che fare? innanzitutto due conti, avevo un contratto ballerino in un negozio di abbigliamento ma ero riuscita a mettere via qualcosa e, certamente, questa era un’ottima occasione per spendere quei soldi..” certo che si!” la mia risposta più che entusiasta.

Cina

Ed ecco che arriva il fatidico giorno, il volo prenotato neanche un mese prima e visto concesso all’ultimo, in poche parole era la prima volta che mi trovavo ad affrontare un viaggio fuori dall’Europa, DA SOLA, si da sola, ansia e preoccupazione per lo scalo a Mosca, paura di cose assurde ed impossibili, quella mattina mi accompagnò il mio ragazzo in aereoporto, 20 giorni di separazione, stavo male anche per questo. Ero talmente agitata che non riuscivo a rispondere alle domande che mi poneva il mio ragazzo, tutto ciò che affollava la mia testa era in quel momento un unica domanda: troverò un italiano che possa guidarmi? La risposta arrivò poco dopo, il mio ragazzo, estroverso da far schifo attaccò bottone con un ragazzo che si trovava in coda per il check-in, Davide o Andrea, non ricordo il nome, perchè in quel momento il nome che la mia testa gli aveva automaticamente attribuito era: SALVEZZA. Salvezza era diretto a Shanghai, avremmo fatto lo scalo insieme, SOLLIEVO, finalmente, era arrivato il momento di salutare il mio ragazzo, TRISTEZZA, un bacio frettoloso prima di scendere dalla scala mobile, occhi lucidi, un abbraccio, “buon viaggio” e via, a fare il controllo sicurezza. L’aereo finalmente decolla, lancio un’occhiata all’aereoporto di Malpensa dall’alto pensando al mio ragazzo, Salvezza era in Business Class, mi avrebbe aspettata una volta atterrati. Viaggio tutto sommato tranquillo ma controllando l’orario mi assale un attacco d’ansia, il volo era in ritardo, e io avevo la coincidenza, accidenti! atterrati trovo Salvezza davanti al pullman che ci avrebbe portati al terminal, ” dobbiamo volare”, che dovevamo volare lo sapevo, ci aspettavano altre 10 ore di aereo, ma il suo ” volare” era inteso con un “corri più veloce che puoi perché se no perdiamo la coincidenza”. Credo di aver fatto quel corridoio peggio di Bolt, trovando il tempo di aiutare una

Cinacinesina disorientata con il volo diretto a Guangzhou come me, Ye, dolce e carina, con uno di quei cuscini per viaggiare comodi color fluo piantato nel collo, saluto Salvezza ringraziandolo fino allo sfinimento e mi imbarco con Ye. 10 ore di volo, le più lunghe della mia vita, emozione, sonno assente, chiacchiere con Ye e finalmente arriviamo a destinazione. Saluto Ye e mi siedo, dovevo aspettare in aereoporto 7 ore l’arrivo di mio fratello e Yalu che avevano preso un altro volo da Francoforte, mi guardo intorno, tanti cinesi che camminano veloci in direzioni diverse, caratteri cinesi ovunque, nessun altro occidentale in giro, seduta osservavo quel via vai e non mi sembrava vero essere finalmente arrivata. Dopo ore e ore di attesa eccoli finalmente! Arrivò anche il papà di Yalu, un uomo dall’espressione simpatica, felicissimo di vederci, caricammo i bagagli in auto e via, diretti a casa dei genitori di Yalu. Viaggiamo per circa un’ora e mezza, forse di più, non ricordo, ero troppo presa a guardare fuori dal finestrino, camioncini dalle forme buffe con scritte in cinese, sembrava di vedere le stesse auto che vedevo nei cartoni giapponesi, arrivati a casa ad accoglierci la mamma di Yalu, una donna allegra e con una voce delicatissima, mi avevano preparato un lettino in una stanza molto carina, con la porta a vetro scorrevole, di fianco al letto una statua di Buddha come per proteggermi.

Nei giorni a seguire girammo per la città, parola d’ordine: shopping e cibo ovunque, a Shenzhen, città dai grandi grattacieli ci sono degli edifici dove in ogni piano sono presenti  negozi di ogni genere, quasi un mercato enorme sui grattacieli, non saprei come descriverlo, prezzi bassi e di tutto da comprare, al piano inferiore solo cibo, una marea di bancarelle con cibo di ogni genere, comprese zampe di oca/gallina, bibite con gelatina scura galleggiante dal sapore dolce, palline fritte ripiene di spezie, spiedini di calamaretti, palline di pasta di riso dolce e così via. Nei ristoranti invece una volta seduto ti viene servito come prima cosa il the, i cinesi bevono sempre the caldo, e con il the caldo vanno lavate prima di mangiare piatti e bacchette, in cina la composizione della tavola prevede un piattino basso per gli scarti, una ciotola con cucchiaio per il riso e qualsiasi altra cosa tu voglia metterci dentro, bacchette e tazza di the, quando arrivano gli ordini tu non devi fare altro che prendere quello che ti garba e metterlo nella ciotolina che hai davanti, tutto è condiviso, non esistono piatti personali con la propria porzione ecc, prendi dai piatti di portata quello che ti piace e mangi, così serenamente e in compagnia. Volevo spendere qualche parola sul comportamento generale di un cinese, una cosa che mi ha lasciata alquanto stupita è la calma e la pazienza dei cinesi, ho visto situazioni in cui in italia la gente si sarebbe letteralmente presa a calci e pugni, in Cina qualsiasi cosa viene affrontata con calma e razionalità, ad esempio, un banale incidente d’auto, un tamponamento mettiamo, in italia per ore piantati in mezzo alla strada a litigare, hai colpa tu ho colpa io, in Cina, due parole, una risata e via ognuno per la propria strada. Credo di aver mangiato davvero qualsiasi cosa senza avere particolari problemi di stomaco tranne una volta, andammo a fare una gita sul mare, ovviamente a cena pesce e molluschi a volontà, mangiai tutto e me ne andai nella mia stanzetta in hotel, ammetto di aver passato una serata un po’ particolare, ero in ansia perchè il mio ragazzo non rispondeva ai miei facetime, agitazione e nervosismo nell’immaginare possibili tradimenti o altre cose brutte quindi credo che il mio stato d’animo unito a un mollusco in fase di decomposizione ingerito accidentalmente ( immagino) abbia infierito sulla mia digestione, risultato: febbre a 40 e vomito per tutta la notte. Il bello arriva adesso, modalità di cura: la mamma di Yalu mi fece pressioni con le mani in vari punti del corpo e mi costrinse ad ingerire grandi quantità di zuppa di zenzero bollente, in un giorno ero guarita, si trattava di medicina tradizionale cinese, una bomba.

CinaSeguirono strepitose visite a templi del Buddha, preghiere, meditazione e mantra, l’incontro con uno dei più grandi esponenti della medicina tradizionale Cinese, ” the Boss” come l’avevo simpaticamente soprannominato io e infine la visita al cimitero cinese. Il cimitero cinese, e qui mi verrebbe da sputare addosso a tutti coloro che sentenziano ” ah mai visto un funerale cinese, sicuramente i corpi dei defunti andranno a finire nei loro ristoranti”, è situato solitamente su una grande collina verde, disseminata di lapidi, le visite ai propri cari avvengono di rado, ma è presente l’intera famiglia del defunto, si porta del cibo e si ” apparecchia” davanti alla lapide, una ciotolina colma di cibo viene posizionata a fianco della fotografia del defunto, come se anche lui fosse li a mangiare con la sua famiglia, prima di mangiare si scoppiano i petardi, si saluta recitando una sorta di preghiera con gli incensi in mano e dopo di chè si inizia a mangiare, una volta finito si scoppiano di nuovo i petardi e si bruciano in una cassa dei soldi finti che nella loro credenza, arrivano direttamente dell’aldilà nel caso che il defunto ne abbia bisogno.

Nei giorni successivi girai ancora per la città e comincia a prepararmi per il ritorno, adoravo la vita in Cina ma cominciava a mancarmi il mio ragazzo sempre di più, una volta riempita la valigia di cibo e regalini vari ero pronta o quasi a lasciare quella stupenda terra, il saluto fu difficile, ero stata trattata e curata come una figlia da persone che non mi avevano mai vista, l’affetto e la riconoscenza che provavo mi fecero salire le lacrime agli occhi, un abbraccio ed ero sull’aereo di ritorno. Il viaggio fu semplice, ero più sicura e rilassata rispetto all’andata, una tristezza velata nello sguardo nell’osservare il paesaggio dall’oblò dell’aereo , in mente ricordi di ogni genere di cui ancora spessissimo la mia mente è colma.

Che dire, sono tornata da un mese e mezzo e a volte mi sembra di essere ancora li, la mente mi porta a rievocare situazioni, immagini, odori e sapori della vita in Cina, sono sicura che presto ci tornerò per scoprire ancora la magia che avvolge quelle terre, un viaggio che di certo consiglio a tutti, lo dico con il cuore, tornerete arricchiti da questa esperienza.

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1 risposta

  1. La Vespa Tribeca
    La Vespa Tribeca

    Ciao Cristina,
    se tutto va bene, la mia prossima meta sarà Hong Kong, e mentre cercavo informazioni, ho trovato il tuo articolo. Mi è piaciuto molto leggere le usanze e le tradizioni cinesi e spero di poter vivere anch’io questa esperienza in prima persona.
    Vorrei approfittarne per chiederti due info. La prima, visto che mi sembra di capire che sei andata a gennaio, è com’era il tempo? Io dovrei andarci nello stesso periodo.
    Inoltre, tu da Shenzhen hai avuto modo di visitare Hong Kong? Come l’hai trovata? E vale la pena fare una giornata a Shenzhen? Io pensavo di fermarmi a HK una settimana circa, così di tempo ne avrei per poter fare anche qualche escursione.
    Grazie per ogni consiglio che vorrai darmi.

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