Prendo la valigia e vado a Sud, sì nel Salento.

Lo so che è quasi ottobre ma a me sta bene così. Pensa al paesaggio, al mare, alla terra, alle nuvole e al sole, alla pace dopo l’abbuffata di turisti, onde di uomini che hanno saziato e affollato spiagge, ristoranti, bar. Con me parte la macchinetta fotografica, credo che insieme ne faremo delle belle, foto e scoperte.
Sotto, le mie ricerche: un itinerario e qualche dritta raccolta qua e là.

Tutte le tappe di un viaggio d’autunno in Salento

Il Sud settembrino-ottobrino

Lo so, la tua prima curiosità il mare a settembre, la seconda la temperatura a ottobre. In Salento, a settembre, il cielo è di un azzurro pieno, il venticello soffia e il sole è ancora caldo. Qui la gente fa il bagno ancora e ancora, eccetto se vien giù il temporale.

A fine ottobre, se il tempo è generoso come di solito da queste parti, la temperatura è di 25 gradi, certo può anche accadere che il clima cambi da un giorno all’altro con ribassi di temperatura anche molto forti.

E poi dimentica la folla
. La litoranea è libera e si lascia guidare tranquillamente, non c’è limite alle soste per bearsi del paesaggio, i paesini di mare si svuotano, Otranto è lì per te, sola.

Lungo la litoranea sfrecciano decine di ciclisti, chi in bike tours, chi in solitaria. L’autunno è un buon tempo per partecipare ad un tour.

Salento in autunno

Otranto (Foto di NelSalento.com)

Tappe di mare, visioni salmastre

La litoranea da Lecce a Santa Maria di Leuca, per esempio. Ci sono posti e panorami d’incanto, visti coi colori di un autunno gradevole (che nelle ore più calde scalda come fosse primavera).

Roca Vecchia. Luogo della Grotta della Poesia, una delle piscine naturali più belle al mondo. Una torre sul mare, resti di antiche civiltà, grotte “segrete”.

Torre Sant’Andrea, lungo la litoranea che porta ad Otranto. L’indicazione della località marina impone una sterzata d’auto e una sosta: l’acqua ha lavorato i faraglioni con la minuzia di uno scalpello.

Otranto, in autunno. Il mare blu fa da contorno al castello aragonese e si lascia scorgere alla fine delle viuzze, con approdo al lungomare. Il mosaico della Cattedrale dell’Annunziata e la Chiesa di San Pietro, esempio di arte bizantina, sono stati appuntati in agenda.

Torre Sant’Emiliano e Torre Minervino. Procedendo verso sud lo sguardo si riempie di visuali a tutto tondo, di mare e terra pieni che sembra non esserci altro per gli occhi. Le torri vegliano queste terre con la stessa imponenza di un tempo, quando da lì gli avvistamenti di incursioni nemiche erano pane quotidiano o quasi.

Santa Cesarea Terme. Bella ed elegante con i suoi speroni sul mare, qui ha luogo uno dei palazzi salentini più noti: Palazzo Sticchi, la sua cupola moresca svetta nel cielo e, forse, se il tempo dovesse essere nuvolo, la sua maestosità risalta.

Acquaviva di Marittima, insenatura “gioiello” nei pressi di Castro. Le scalette accompagnano alla riva tra una fitta vegetazione, e il fatto che sia deserta è poesia per l’anima.

Ponte Ciolo, a Gagliano del Capo. É un piccolo canyon scavato dall’azione dell’acqua e poco distante da Santa Maria di Leuca.Non assisterai direttamente ai tuffi folli dalle sue altezze, puoi vederli prima su youtube e poi, in loco, immaginare la traiettoria dei tuffatori. Qui c’è anche un bel percorso trekking: il Sentiero delle cipolliane.

Santa Maria di Leuca, alla fine della terra. Qui i due mari si fondono in un abbraccio, il faro si erge sulla costa, i ristorantini suonano piatti e stoviglie, il caffè guardando al mare è il lusso semplice che ognuno può concedersi e di cui gioire.

Kitesurf Salento. Da aprile a novembre, le temperature miti e i venti termici costanti sono adatti per i kiter di tutti i livelli. Il turismo sportivo, ogni anno, attira sempre più persone in Salento.

Salento

Entroterra rurale salentino (Foto di NelSalento.com)

Entroterra rurale

Vecchi “tratturi”. Il percorso che va dalla cappella di San Niceta ad Acaya è uno dei sentieri più antichi del Salento. Tra gli ulivi secolari dalle forme contorte si intravedono contadini a lavoro: all’inizio di novembre si tiene la raccolta delle olive. Il sentiero è spesso fiancheggiato da verdi lecci, imponenti querce.

Si può andare “a caccia” di ruscioli o corbezzoli: bacche rosse dal sapore dolce e granulare, crescono in cespugli molto spesso insieme ad altre essenze della macchia mediterranea come il mirto e il lentisco.

Gite familiari, d’autunno. Una giornata tra i vigneti per assistere alla vendemmia.

Vedere le caseddhre. Fungevano da abitazioni rurali, nel lungo arco da aprile a ottobre, per moltitudini di persone e famiglie. L’intera collettività era impegnata nei piccoli appezzamenti di terreno attigui ai manufatti di pietra, da cui trarre frutti e risorse indispensabili per le occorrenze e le economie del nucleo. L’impegno nei campi, dalle 4 del mattino fino alle 20 della sera, non permetteva il rientro alle case nel paese, a una o due ore di cammino.

Il pranzo, nel mezzo della giornata di lavoro, consisteva di una spartana “acqua e sale” oppure una frisa con pomodoro e origano.

Entroterra urbano da scoprire

Galatina Ascalone. In via Vittorio Emanuele ha avuto i suoi natali il famoso pasticciotto salentino, ed è qui che, mangiandolo, si omaggia la tradizione.

Stifanelli. Lungo la stessa via di Ascalone, c’è una piccola bottega dove fare incetta di golosità, dalla pasta autoprodotta con farina Senatore Cappelli ai sott’oli e legumi salentini.

Nardò. Un centro storico bellissimo, in tappe: piazza Salandra, con la settecentesca Guglia dell’Immacolata; la chiesa di San Trifone; il sedile cinquecentesco; il relais Il Mignano, un palazzo medievale con vecchi basoli e un mignano (una sorta di balcone) del 1500.

Feste e attese

La grande festa popolare di San Martino è un rito in tutte le case. Chi ama il buon vino non può perdersi Novello in festa, a Leverano i primi di novembre.

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