L’arte di viaggiare, perché di un’arte si tratta, è anche quella di scoprire nuovi luoghi a volte per caso; come un errato colpo di scalpello può rendere una statua ancora più realistica, così un’inaspettata coincidenza può condurti a visitare un posto di cui ignoravi l’esistenza.

Vivevo a Londra quando conobbi Maria, una bellissima ragazza spagnola e quando gli chiesi da quale parte della Spagna venisse, avendo io vissuto 3 anni a Barcellona e visitato gran parte del paese, ero sicuro di conoscere più o meno la risposta.

Burgos mi disse. Ed io, “come?”.

Io e Maria adesso siamo grandi amici e non serve che vi dica che alla fine andai a trovarla, era troppa la curiosità di scoprire che cosa fosse mai questa Burgos.

Primo aspetto davvero curioso e divertente, il personaggio pubblico vivente più famoso di Burgos è Tonino Carotone, il tipo della canzone Me cago en el amor… ed io che pensavo fosse italiano. Quando lo scoprii e lo dissi a Maria, lei stessa non ne conosceva l’esistenza.

Il modo più semplice per raggiungere Burgos è il pullman della compagnia spagnola Alsa che dall’aeroporto di Madrid impiega circa due ore e trenta minuti andando verso nord.

Il tragitto fu per me una piacevole scoperta della vera Spagna, io che ormai ero abituato alla Cataluna e tutto ciò che le ruota intorno tra cultura, paesaggio e desiderio di indipendenza.

Burgos è situata al centro del Regno di Castilla e Leon, nucleo morale e culturale dell’essere e sentirsi spagnolo; per esempio, come mi spiegò Maria, in Spagna si parla il Castillano, lo spagnolo è la versione che possiamo definire volgare del Castillano e viene parlato nei paesi dell’America latina.

burgos pannelli toroLungo il viaggio è possibile vedere degli enormi pannelli di metallo raffiguranti la tipica figura del toro, sparsi qua e là tra le campagne e i vigneti; in realtà, anni fa, erano dei pannelli pubblicitari di una famosa marca di birra locale ma una volta fallita vennero ridipinti di nero e lasciati li a troneggiare, ricordando a tutti che qui, si, siamo in Spagna.

Arrivati a Burgos la prima cosa che rapisce l’attenzione è la magnifica cattedrale, visibile da qualsiasi punto della cittadina. Questa imperiosa costruzione dedicata al culto della Vergine Maria è un mix di stile gotico con altre influenze architettoniche poiché la sua costruzione durò dal 1221 fino al 1700.

cattedrale burgos spagnaAl di là delle informazioni tecnico/storico che si possono anche trovare su wikipedia, ciò che colpisce di questa costruzione patrimonio dell’Unesco è il fascino ed il rispetto educato che trasmette.

Se ne sta lì in mezzo quasi senza esserci, silenziosa e maestosa allo stesso tempo; la gente del posto è così abituata alla sua presenza che sembra non farci caso.

Io adoravo passeggiarci attorno la notte, nel silenzio, osservandola con rigoroso rispetto. La visita al suo interno è una tappa obbligata: passerete un paio d’ore tra affreschi, altari, sepolcri in un’atmosfera tra il gotico, il medioevo e il mistico senza precedenti.

Restando in tema religioso Burgos è anche una delle tappe fondamentali del Cammino verso Santiago di Compostela; è normale incontrare tra le stradine pellegrini di ogni nazionalità, zaino in spalla e volti sempre cordiali e sorridenti nonostante portino ai piedi scarponi testimoni di chilometri e chilometri già percorsi.

tracce segni percorso santiago burgosIl percorso del cammino è indicato da antiche incisioni lungo le strade raffiguranti una conchiglia, simbolo emblematico del pellegrino.

Burgos è attraversata dal fiume chiamato Rio Arlanzon lungo il quale si estende il Paseo del Espolon, un viale caratterizzato dalla presenza di alberi disposti in maniera simmetrica una dopo l’altro. Sono alberi che non avevo mai visto prima, una sorta di grandi mani con i palmi rivolti verso il cielo e poggiate su grossi tronchi.

Il viale termina da un lato con l’antica porta che segnava l’accesso alla città vecchia, un arco di stile gotico in marmo bianco sovrastato da statue di santi e vecchi condottieri spagnoli.

statua el cid burgos spagnaL’estremità opposta conduce dritto ai piedi di una statua raffigurante El Cid a cavallo; proprio così, l’antico conquistador spagnolo è il personaggio storico più famoso di Burgos.

Qui fu carcerato, liberato e sul sagrato della chiesa dedicata a Sant’Agata il re di Castilla Alfonso IV giurò in pubblico la sua innocenza; visitando la cattedrale si possono trovare numerosi affreschi e sculture raffiguranti questo episodio.

Una delle cose che bisogna assolutamente visitare a Burgos è il Museo dell’evoluzione umana, una struttura moderna e interattiva che permette al visitatore di vivere un’esperienza diversa e innovativa.

Nei dintorni di Burgos, verso il 1970, iniziò una scoperta di reperti archeologici risalenti al periodo neolitico tanto da fargli guadagnare il riconoscimento di maggior sito a livello mondiale per quanto riguarda ritrovamenti di questo genere.

In ultimo, ma non per importanza, bisogna sottolineare che Burgos nel 2013 è stata eletta capitale gastronomica di Spagna: sembra che mangiare, e farlo bene, sia l’attività preferita dai 170.000 Burgalesi.

In realtà è davvero forte la cultura e l’interesse verso la gastronomia locale da parte dei suoi abitanti, con chiunque abbia chiacchierato a Burgos tutti danno l’impressione di intendersi di cucina o lavorano nel settore.

Maria stessa, la mia amica, è chef o cocinera, per dirla alla spagnola.

Potrete semplicemente fare un giro nei numerosi baretti qua e là e picar algo, stuzzicare qualcosa, le piccole tapas di morzilla, cordero, bacalao sono delle piccole opere d’arte di cucina e a soli 2 euro di media.

Non mi riferisco solo al gusto squisito ma anche al modo in cui vengono presentati questi piccoli piatti; in genere con 10 euro a Burgos si possono provare 3 o 4 tapas accompagnate da un buon bicchiere di vino tinto, vino rosso.

Avendovi soggiornato per 3 settimane ho avuto la possibilità di mangiare in parecchi ristorantini tipici, dal Morito (imperdibile il revuelto con pimiento) al Quinta del Monje (da provare la tapas di bacalo) ma il mio preferito è sicuramente il ristorante El Cuadro.
Si tratta di un piccolo ristorante alle spalle della statua del Cid, tre piani con piccole sale da 5-6 tavoli, un personale davvero cordiale, cibo buonissimo e ricercato frutto di una costante ricerca e sperimentazione da parte dello chef e un menù fisso di 15 euro che ti permette di mangiare primo, secondo e dolce e uscire a pancia piena e davvero soddisfatto.

Per concludere, un aneddoto davvero divertente ed interessante che mi ha colpito molto: a Burgos c’è una vecchia taverna da più di 70 anni che si chiama Patillas, in italiano basettoni, quelli lunghi degli anni settanta.

Il vecchio proprietario lo chiamò così proprio perchè egli stesso portava le patillas e, dopo 50 anni, al momento di vendere l’attività mise una sola condizione: il nome doveva rimanere lo stesso e il nuovo proprietario doveva avere patillas.

Così è stato, il nuovo proprietario è un ragazzo che sfoggia orgoglioso i suoi basettoni ed il nome è rimasto intatto.

Ciò che rende unica e magica questa taverna è la presenza, ogni sera, di anziani che suonano la chitarra e cantano vecchie canzoni popolari spagnole accompagnati dai giovani in un mix di tradizioni che le rende immortali grazie a questa fusione.

Qualsiasi cosa si voglia bere costa sempre 1 euro; io sono stato presente ed è stata una esperienza indimenticabile.

Per tutto questo vi consiglio vivamente una visita a Burgos, un tuffo dentro la Spagna più vera dalle tradizioni incontaminate.

Per il resto che dire, grazie mille Maria….

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