A pochi km da Roma si trova il Borgo di Tragliata, un posto incantevole in una zona geografica del tutto inaspettata. Tra il chiasso del vicino aeroporto di Fiumicino e della via Aurelia basta percorrere qualche km in una piccola strada secondaria e ci si dimentica completamente del punto di partenza. Il segnale stradale indica: Tragliata frazione di Fiumicino. Percorrendo ancora qualche curva un altro cartello indica il borgo di Tragliata. Un posto che non è  un vero borgo nel senso amministrativo del termine ma un vero e proprio paradiso per chi vuole sfuggire dal caos cittadino e godersi una giornata di bellezza e natura.

Le origini del Borgo di Tragliata

Le origini del borgo sembrano essere molto antiche. Sembra un vero e proprio paesino in miniatura. Rimangono i resti di mura fortificate e di torri di avvistamento oltre a due chiese e diverse fontane in tufo. Naturalmente su tutto domina il grande casale del ristorante e le diverse costruzioni di servizio oggi adibite a camere. Purtroppo non sono riuscita a scoprire di più sulla storia del borgo prima del turismo. Data la collocazione in un’area a vocazione agricola ricca di alberi e ulivi, viene da pensare che vi si fosse stabilito una comunità di lavoratori che evidentemente si trovavano a una certa distanza dai centri abitati tradizionali.

Una domenica al borgo

L’intero borgo è oggi una dimora storica e agriturismo biologico. Io ci sono stata di domenica con una coppia di amici e i loro bambini per un brunch che si è rivelato essere un pranzo della domenica in piena regola.

Il menu è una sapiente rivisitazione di piatti tradizionali e sofisticati della cucina dell’alto Lazio con un trionfo di verdure di stagione, carni, formaggi, miele, noci etc.  Il tiepido novembre che dopo una mattinata col cielo incerto trasforma quest’ennesima domenica in un’esplosione di sole è ideale per visitare il posto. I profumi sono quelli delle erbe aromatiche che adornano i tavolini dei cortili e del bar a mò di fiori decorativi: rosmarino, salvia, lavanda e tanti altri.

C’è un orto biologico e delle piccole serre. Tutt’intorno si aggirano persone con delle eleganti buste bianche che straripano di verdure: cicoriette, verze etc per cui immaginiamo che i prodotti dell’orto siano in vendita. C’è una bella piscina – un po’ hard nel mese di novembre farvi il bagno – che fa venire tanta voglia di fermarsi qui per qualche notte la prossima primavera. Inoltre c’è una bella area giochi con una piscina riservata ai più piccoli.

Scendendo dal ristorante nel piccolo declivio verde da cui spuntano fiori e piante colorate si trova l’azienda agricola vera e propria in cui a farla da padrone sono loro: i maiali. Almeno 30 esemplari di suini grandi e piccoli, rosa e neri, pezzati, socievoli e timidi. Per i bambini un incontro ravvicinato con Peppa e Papà Pig e per tutti un vero spasso!

Gli ottimi salumi e il maialetto del pranzo lasciano facilmente intuire il ruolo strategico degli animali all’interno dell’economia del borgo di Tragliata.

Tutti i prodotti coltivati nella tenuta sono biologici e così anche i vini della lista. Una pausa di benessere alle porte di Roma facile facile che rigenera e ispira.

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1 risposta

  1. Claudietta

    Ciao Giusi!
    Questo borghetto mi sembra un ottimo pretesto per scappare in queste domeniche che sembrano già primavera.
    Si raggiunge da Fiumicino praticamente?
    C’è un solo posto in cui ci si può fermare a mangiare? Pensi sia necessario prenotare?
    Grazie per aver condiviso questa chicca! 🙂

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