Sabato 7 marzo, risveglio a Villa Rosy

Ieri sera siamo andati a letto mentre fuori impazzava la bufera. Il vento era fortissimo e ci siamo immediatamente tuffati nel calore del bellissimo appartamento in cui alloggiamo a Villa Rosy. Stamattina inaspettato e caldo è scoppiato il sole! Ci svegliamo in una stanza arredata con grande cura: dai comò di legno ai centrini ricamati coi motivi del blu, i classici da queste parti. Usciamo dall’appartamento sul retro della villa per raggiungere il piano terra e fare colazione.

Arrivando col buio c’eravamo persi uno spettacolo straordinario: Assisi è li davanti a noi, il Monte Subasio immediatamente dietro ancora innevato. La Villa è letteralmente immersa tra gli olivi in un panorama unico. Sul retro c’è una grande piscina, chiusa data la stagione. Corinna che gestisce la Villa insieme alla sua famiglia ci prepara una colazione gustosissima interamente fatta con i prodotti della azienda agricola San Potente e grazie all’amore e all’esperienza della Famiglia Tonti. Una deliziosa torta di mele, marmellata di sambuco, frutta, te, caffè, latte.. tutto presentato con grande classe coniugando sempre quell’eleganza rustica delle cose semplici e fatte a mano.La famiglia di Corinna affitta l’intera villa compresa la cucina in cui oggi ci serve la colazione.  È davvero un posto bellissimo per riunire la famiglia e gli amici.

Siamo carichi e pronti alla nuova giornata mentre aspettiamo Cristiano e Francesca che arrivano con i loro dolcissimi e simpaticissimi bambini, Chiara e Francesco. Ripartiamo a bordo della Zoe completamente green felici di non inquinare e disturbare questo paradiso. Oggi andiamo a vedere Assisi con altri occhi.

Assisi insolita

Assisi è una delle città italiane piû visitate. Fa parte della destinazione centro Italia insieme a Firenze e Roma. Non tutti forse sanno che prima dei santi che l’hanno resa famosa in tutto il mondo Asisium fu un importante municipio romano. Tanto che facciamo un’inaspettata tappa in uno spa hotel di un certo livello il NUN  la cui spa è costruita sulle rovine romane della città, valorizzate e comunque visibili dal pubblico.

Molti locali, compresi dei famosi ristoranti, sono stati costruiti esattamente sopra le rovine romane della città che quasi sempre è possibile ammirare. Il nostro giro inizia dalla piazza di Santa Maria Maggiore, la vecchia cattedrale, qui Francesco si spogliō pubblicamente. La chiesa che sorge su quella di epoca romanica dedicata a San Savino compatrono della città e risale al VI sec d.C. Un metro e mezzo sottoterra dalla cripta si accede ad una domus romana. L’accesso alle domus non è particolarmente evidente. Gestito dal Sistema Museo si accede su prenotazione e con guida.

Domus oscilavi musae. Le domus romane di Assisi

Vengono paragonate a Pompei queste domus per come si sono conservate; interrate per secoli oggi si mostrano in tutta la loro ricchezza.Il pavimento è quello originale del 1 secolo d.C in opus sectile e marmo conservato grazie al riempimento di terra. Infatti verso il IV/V secolo la popolazione decise di interrare questa struttura e costruirvi sopra, probabilmente in seguito ad un terremoto.

E pensare che gli scavi furono finanziati nel dopoguerra dal farmacista del paese che insieme ad un gruppo di appassionati locali si mise in testa di riportare alla luce l’antica città romana. Alle pareti affreschi dai colori ancora vividi, in un sono raffigurati ben più di 90 esemplari di uccellini locali, scritte in greco e un quadretto che rappresenta il mito di Polifemo e Galatea raccontato da Properzio. Per questo motivo e per la presenza delle tante iscrizioni in greco si pensa che la domus appartesse a un letterato da alcuni identificati con Properzio, forse originario di Asisium. Domus oscillanti muse è la scritta lasciata da un visitatore di epoca romana. La casa della musa, forse la musa della poesia. Peccato che poi sulla parete accanto vi sia una scritta latina visibile a luce radente che indica la data del 367 d.C. Come spesso accade le date della vita di Properzio non sembrano coincidere con quelle della domus ma nella magia di queste profondità tutto si confonde.

Il secondo meraviglioso mosaico si trova in un edificio chiamato Palazzo Giampè,  per tanti anni sede del tribunale di Assisi e del comitato organizzatore del famoso Calendimaggio. Parzialmente distrutta dal terremoto del 97, la struttura custodisce all’interno una sala con un bellissimo mosaico e una finestra che affaccia su un cosiddetto cortile d’inverno. Qui un quadretto affrescato raffigura due innamorati.

Natura e storia nei dipinti della Basilica di San Francesco

Lasciate le domus passeggiamo per il centro storico della città, che nonostante i molti turisti è assolutamente immacolato e ordinato. Mentre camminiamo ascoltiamo le tante storie di una città speciale e non solo in tempi antichi. Infatti durante il nazismo Assisi si rese nuovamente protagonista. Vennero falsificati i documenti degli ebrei residenti in città e nessuno di loro venne deportato. Una storia che riempie il cuore e rischiara il periodo più buio della nostra storia recente.

Visitare la chiesa di Francesco è una grande emozione anche per chi come me non è un fervente cattolico. La basilica inferiore è quella più spirituale. Ci sono dipinti di Simone Martini, Cimabue e i primi di Giotto, il pittore fiorentino che meglio di tutti seppe regalare al mondo le immagini della vita di Francesco. Ripercorriamo gli episodi più importanti della sua vita e anche quelli dello sviluppo della città. Cose che non noti finchè una guida precisa come Francesca non ti cammina accanto. Grazie a lei notiamo che in molti dei quadri ci sono alcuni dei monumenti cittadini tutt’ora esistenti in costruzione.

Intanto i fedeli affollano il sepolcro di Francesco attorniato dai suoi primi seguaci, Francesco scelse di morire alla Porziuncola poco distante dalla città ma i suoi amici portarono il corpo ad Assisi perché venisse venerato. Questo gotico colorato riempie il cuore ed è una gioia per gli occhi. Arriviamo alla Basilica superiore dove ricordiamo il terremoto del 97 e la morte di 3 persone che verificavano lo stato degli affreschi danneggiati dalle scosse. Oggi gli affreschi sono tornati al loro antico splendore mentre i poveri 3 si sono guadagnati un ricordo perenne nella Basilica più famosa della cristianità.

Ci sarebbe da vedere il bosco qui dietro, da scrivere ancora della spiritualità di questi luoghi ma anche di come i suoi abitanti abbiano sapientemente costruito il brand Assisi associandolo non solo a un discorso sacro ma a un concetto di qualità made in Italy e cura del dettaglio (come ad esempio nel caso della linea di braccialetti Humilis).

Gli asinelli di frau Gabriele

È ora di pranzo e noi sempre a bordo della macchina elettrica di Umbria Green Card ci rechiamo in campagna presso la tenuta Fontemaggio. Un posto autentico, come lo definiscono i suoi proprietari e come confermiamo noi. Siamo in una bellissima campagna che domina la veduta su Assisi e su cui insistono – in una grande tenuta di 30 ettari – un piccolo hotel, una trattoria, un campeggio e una grande casa coloniale. Ma soprattutto ci sono tanti ulivi, le viti e un magnifico allevamento di asinelli sardi!

Io sono sarda e ho visto tanti asini nella mia vita ma solo qui ho capito di non aver mai visto un vero asinello sardo. Con la signora Gabriele, una energica e dolcissima signora tedesca, andiamo a conoscere prima l’allevamento dei maschi e poi quello delle femmine. Vengono separati per evitare inutili tensioni tra i gruppi! La signora Gabriele durante la stagione dell’accoppiamento organizza dei fantastici harem per la gioia di maschi e femmine. Gli asinelli sono alti circa 1 metro, amano i bambini (che ricambiano) e sono dolcissimi. Le asinelle sono un pochino più invadenti (naturalmente!) e così ci provano in tutti i modi a mangiarsi la mia borsa! Ci sono tante persone che comprano gli asinelli come decespugliatori di grandi terreni. Di solito questo desiderio è forte in coloro che hanno un ricordo d’infanzia legato agli asini. Inoltre qui a Fontemaggio si fa pet therapy e gli stessi asinelli sono a disposizione per chiunque volesse fare questa attività che tanto fa bene ai bambini autistici e non solo a loro.

Pranziamo a La Stalla, la trattoria che era una vera stalla dove campeggia un grande fuoco che brucia bistecche e salsicce di ogni genere.  Mangiamo polenta, gricia e bigoli mentre sorseggiamo l’ottimo vino fatto con l’uva della tenuta. Vorremmo restare qui per tutto il pomeriggio ma Perugia chiama!

Perugia artigianale

Di corsa verso Perugia, una Perugia insolita per noi. Andremo a visitare due laboratori artistici. Non ci fermeremo alle mitiche scalette che pure vedremo passando in macchina. Dimenticavo: con la Zoe possiamo entrare nella ZTL di Perugia, cosa che ci fa molto comodo specie in un pomeriggio freddo e ventoso come questo. La prima tappa è allo studio Moretti Caselli, laboratorio-museo di vetrate artistiche.

A Perugia nello studio Moretti Caselli

Si tratta di uno studio molto bello situato in un palazzo storico appartenuto alla nobile famiglia dei perugini Baglioni dove campeggiano disegni, fotografie di modelli e magnificenti vetrate artistiche. Sono ancora presenti gli strumenti artigianali, inclusi i forni con cui le lastre di vetro venivano cotte prima dell’avvento del moderno forno stile ceramica. Ammiriamo la bellissima vetrata che raffigura l’ultima cena di Leonardo e che è stata commissionata dal cimitero degli artisti di Glendale a Los Angeles dove riposa, tra gli altri, Michael Jackson. Un lavoro tremendamente minuzioso, impegnativo e delicato quello di questo studio, iniziato da un uomo e traghettato nel XXI secolo grazie a tre generazioni di donne, artiste che oggi non solo tengono viva l’attività del vetro artistico ma mettono a disposizione di studiosi, curiosi e appassionati l’archivio di famiglia che comprende – tra le atre cose – i carteggi e le carte private di Francesco Moretti; una istantanea della Perugia del suo tempo. Tra le opere realizzate ammiriamo l’immensa e colorata vetrata che rappresenta la Regina Margherita di Savoia. Ci racconta la Signora Anna che la regina vide le immagini dell’opera e si complimentò direttamente con l’autore. Le vetrate più grandi sono esposte proprio in corrispondenza della luce per permettere ai visitatori di ammirare l’intensità dei colori e il paziente lavoro di ricerca necessario a raffigurare i soggetti protagonisti.

 Laboratorio di tessitura Giuditta Brozzetti

Riprendiamo la macchina parcheggiata davanti al mitico Hotel Brufani e ci scorrono davanti le immagini della Perugia più bella: le scalette, la fontana maggiore, Corso Vannucci, l’arco Etrusco e l’Università per Stranieri – finchè non arriviamo in un cortile. Cristiano ci invita ad entrare in quella che pensiamo essere una chiesa. Lo è o almeno, era la chiesa di San Francesco delle donne, la più antica chiesa francescana della città. È solo una delle tante storie che ascolteremo in questa visita – o meglio esperienza – grazie a Marta Cucchia, donna dal grande fascino (ha stregato anche Steve McCurry oltre che noi) e dalla passione e dall’entusiasmo contagiosi. Marta è l’erede di Giuditta Brozzetti: la grande bisnonna che diede vita a tutto questo. Giuditta si ritrovò a far la preside nelle scuole dei piccoli villaggi intorno a Perugia durante la prima guerra mondiale. Lei che era solo una maestra come tante altre donne in quegli anni si ritrovo a coprire un ruolo che fino ad allora era riservato agli uomini. Fu cosi che scoprì in ogni povera casa, l’esistenza di un oggetto magico: il telaio!

Finita la guerra volle comprarne tanti prima che fossero distrutti, voleva dare lavoro alle donne e tramandare quella magnifica tradizione che rischiava di scomparire. La figlia di Giuditta continuò la tradizione e grazie ad un matrimonio facoltoso (era la più bella donna di Perugia) potè portare il tessile umbro fin sulle passerelle dell’alta moda milanese. Marta snocciola aneddoti, storie di urbanizzazione e di emancipazione femminile come quella delle lady inglesi che già prima di Giudita capirono l’importanza del telaio e diedero lavoro ad oltre 300 donne operaie mettendo a loro disposizione l’asilo in cui insegnava nientepocodimenoche Maria Montessori. Ci racconta dell’amicizia tra la nonna e Luisa Spagnoli, entrambe innamorate di una tradizione con declinazioni diverse. Di come anche Luisa durante la guerra avesse preso le redini della fabbrica dolciaria di famiglia, inventandosi un cioccolato che riuniva gli scarti che data la forma lei chiamò cazzotto. Il marito decise invece che quei cioccolati fossero dei baci, i Baci Perugina sono forse tra i più amati dagli italiani e non solo. Marta lavora ai grandi telai Jacquard con la flying shuttle, preparando da se le schede dei ricami con grandissima energia. E ci vuole forza e delicatezza perché il laboratorio Giuditta Brozzetti sia l’eccellenza che è.

Aperitivo o meglio abbuffata al Lago Trasimeno

Con una macchina elettrica si può girare tutta l’Umbria. A riprova di questo da Perugia ci spostiamo verso Castiglion del Lago. Se l’Umbria non ha il mare, in compenso ha un bellissimo lago: il Trasimeno. Volevamo arrivare per il tramonto ma la visita ai laboratori di Perugia è durata più del previsto. Nonostante il buio il lago lo vediamo lo stesso, illuminato com’è da una meravigliosa luna piena! All’aperitivo non rinunciamo. specie dopo aver scoperto che a Porta Senese si fanno sushi e sashimi di carne chianina allevata nei dintorni accompagnati dai vini della cantina MadreVite dai nomi originalissimi: la bisbetica rosé, il Reminore, il Che Syrah sarà. Siamo al confine con la Toscana e si sente sia dalla parlata sia dalla varietà dei prodotti che prendono il meglio di due regioni – gastronomicamente parlando – uniche. Al Trasimeno il turismo va forte e gli operatori si conoscono tutti fra di loro, sono giovani, innovativi e simpatici, fanno gruppo e si respira davvero un bel clima. Belli pieni non possiamo comunque rifiutare l’invito a provare uno dei ristoranti storici di castiglione: la Cantina. Mi aspettavo una trattoria è invece si tratta di un bellissimo locale, curato e con annessa rivendita di prodotti locali. Anche il menu per quanto tradizionale è molto originale. Particolarmente degni di nota la mia zuppa di legumi e la panna cotta con pomodoro pachino, rosmarino e arancia.

Prima di andare via portiamo con noi un sacchetto di fagiolina del Trasimeno, un legume nutriente e sano semplicissimo da cucinare nonché gustosissimo. A mangiare e a bere si fa tardi ma c’è tempo per una passeggiata fino a Palazzo Corgna dove riusciamo ad entrare perché sta finendo un concerto e a vedere alcuni degli affreschi del Pomarancio.

L’atmosfera del lago rischiarato dalla luna è magica. C’è molto vento stasera, alcune signore ci raccontano che il lago le notti scorse aveva delle onde paurose e ricordano la gelata dello scorso anno che del lago ghiacciò persino le onde.

Un altro giorno bellissimo è passato, il ritorno a Villa Rosy, ristora e riscalda in vista della terza giornata alla scoperta dell’Umbria!

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