Delizioso borgo di origine medievale, Atzara fu fondato probabilmente intorno all’anno Mille dagli abitanti di tre vicini villaggi. La tradizione vuole che il primo insediamento si trovasse in località Bigia ‘e josso, nei pressi di una fonte. Il paese conserva tutt’ora l’originario tessuto urbano di epoca catalana, con le tipiche architetture basse realizzate in granito, con le soffitte coperte da travi di quercia. Alcune case poi presentano graziose decorazioni a scalpello sulle cornici delle porte o delle finestre. I rioni più antichi sono Su frusci, Sa Cora Manna, Su Cuccuru de Santu Giorni, Montiga ‘e Susu, Lodine, Zuri e Montica ‘e josso.

Atzara è oggi un centro agricolo del Mandrolisai, regione storica dalla Sardegna centrale. Anticamente fu una curatoria del Giudicato di Arborea. Vi fanno parte i comuni di Atzara, Samugheo, Sorgono, Ortueri. È detta anche Barbagia d’Olisay, o Mandr-e-Olisay, dal nome del suo luogo principale. Nel 1338 erano ancora popolati i punti nominati Samiguèu, Azzàra, Leonissa, Ortuèri, Sòlgone, Spasulè. La tipica parlata di questa zona è chiamata “Limba de Mesania”.

Tra morbide colline lo sguardo si perde sulle colorate distese di vigne che caratterizzano il paesaggio intorno al paese. Il centro era già famoso nell’Ottocento per la qualità e l’abbondanza della sua produzione vinicola con cui riforniva molte aree dell’Isola. Le varietà d’uva maggiormente coltivate sono il Bovale sardo (o Muristellu), Monica e diverse tipologie del Cannonau da cui si crea il rinomato vino Mandrolisai.

Atzara è, infatti, compresa nell’elenco dei comuni previsti dal disciplinare per il riconoscimento della Denominazione di Origine Controllata “Mandrolisai” riservata ai vini rosso e rosato. Le qualità del vino sono originate dalla particolarità delle caratteristiche dei suoli collinari acidi, su graniti e porfidi, dal clima e dalla buona esposizione al sole.

Ai vigneti si alternano i campi coltivati e gli alberi da frutto circondati da una fitta boscaglia di roverelle e quercie che ricopre la montagna Sa costa . Percorrendo gli affascinanti sentieri disseminati tra le campagne si incontrano maestosi esemplari di castagni, noccioli e noci che forniscono gli ingredienti base per la realizzazione dei dolci tipici.

Numerose specie animali popolano il territorio: la fauna locale comprende cinghiali, volpi, donnole, conigli, lepri, e qualche esemplare di daino selvatico e muflone mentre i cieli ospitano l’astore, la poiana, lo sparviero, il falco pellegrino e l’aquila reale.

Più volte rappresentata, Atzara è famosa per la luce e i colori dei suoi paesaggi, oltre che per la particolarità del suo abito tradizionale femminile, col caratteristico copricapo Sa Tiagiola, divenuto protagonista delle opere dei grandi pittori sardi della prima metà del Novecento. Il paese ha infatti ospitato nelle sue stanze gli studi dei pittori spagnoli costumbristi Eduard Chicharro e Antonio Ortiz Echagüe, cui seguirono i sardi Antonio Ballero, Filippo Figari, Giuseppe Biasi, Mario Delitala, Carmelo Floris e Stanis Dessì. Questi grandi artisti sono tutt’ora presenti e vivi grazie all’allestimento nel centro storico del Museo di Arte Moderna e Contemporanea “Antonio Ortiz Echagüe”, che ospita loro importanti opere. Merita una visita anche la parrocchia di Sant’Antioco, un pregevole esempio di architettura gotico-catalana risalente alla fine del XV secolo. La caratteristica facciata, a terminale piatto merlato, è ornata da un bel rosone trachitico; all’interno sono poi ospitati due begli altari lignei di età barocca e una statua di Madonna con bambino risalente alla seconda metà del XVI secolo.

Un’altra chiesa da visitare è Santa Maria Bambina, di fattura romanica e probabilmente la più antica della zona, che si trova sulla strada antica per Belvì. Il territorio è poi costellato di diverse emergenze preistoriche: domus de janas, alcune tombe dei giganti, dei nuraghi, tra cui quello di Abba Gadda, tutt’ora in buono stato di conservazione. Molto raffinata è la tradizione tessile atzarese, che fa sì che i tappeti del paese siano tra i più rinomati dell’isola, così come i suoi costumi tradizionali. Tra le sagre ricordiamo a maggio quella del vino, che si svolge in concomitanza con la Festa di Sant’Isidoro. Il 13 novembre viene invece festeggiato il patrono Sant’Antioco. In passato in quest’occasione arrivavano in paese numerosi forestieri, cui veniva offerto Su pane ‘e sapa, vitto e alloggio. Venivano preparati due tipologie di pane, uno detto “fioriu” con noci, nocciole e mandorle, l’altro con sola uva passa per i poveri di passaggio.

Atzara. dal 21 al 23 Novembre aprirà le cortes ai visitatori in occasione di “Autunno in Barbagia 2014“: una manifestazione che si ripete ma ogni anno capace di rinnovarsi.

La manifestazione inizia Sabato mattino alle ore 10.00 con l’apertura delle Cortes e con l’inaugurazione della mostra “Trastos de ‘omo”, riguardante la storia di Atzara dalla prima metà del 1900 in poi presso la sede della Proloco.

Nel pomeriggio prenderà il via il Concorso dei Murales: verranno esposte al pubblico le opere degli artisti che hanno partecipato alla prima di una serie di iniziative che, attraverso la trasposizione su parete dei bozzetti vincitori, avranno il compito di comunicare al visitatore i momenti più sentiti dalla comunità locale. La prima edizione metterà in risalto “I colori della festa”.

La Domenica, invece, le Cortes apriranno alle ore 9.00, mentre alle ore 11.00 presso il Museo del Vino vi sarà l’apertura della prima botte di vino nuovo.Tutto ciò in attesa del panzo nei punti di ristoro collocati lungo il percorso.

Nel pomeriggio, la manifestazione proseguirà con l’intrattenimento dei canti e dei balli tipici della tradizione popolare. Il Coro Polifonico di Atzara e la musica degli organetti accompagneranno e renderanno ancora più piacevole la vostra visita lungo il percorso delle Cortes e del paese stesso.

Cosa vedere durante la due giorni ad Atzara:
– Mostra del costume atzarese: Il Gruppo Folk di Atzara ha il piacere di organizzare una mostra completa del tipico costume atzarese, del quale gli abitanti vanno molto orgogliosi perché risulta essere fra i più antichi della Sardegna.
– Saranno esposte le versioni maschile e femminile, declinate a loro volta a seconda dei momenti che caratterizzavano la vita degli abitanti: quotidianità, festività, lutto, mezzo lutto.
– Mostra “Trastos de ‘omo”organizzata dalla Proloco nella propria sede, questa iniziativa vede aperta una delle tante case antiche ancora oggi ben conservate nel paese.
– Affiancato alla Casa Demurtas, sede della Mostra del Costume, verrà allestito un laboratorio dove abili artigiani si avvarranno della collaborazione dei bambini per illustrare la tecnica della fabbricazione dei mattoni di fango: una occasione per i più piccini di imparare dal passato giocando, e per i più grandi di apprezzare i miglioramenti che il progresso ci offre.
– Presso il Museo Antonio Ortiz Echague sarà reso omaggio a Giuseppe Biasi con l’esposizione di alcune importanti opere che ne racconteranno la vita artistica.
– Presso La Robbia, Laboratorio Tinture Naturali e Arti Applicate: dimostrazioni della tintura naturale con piante tintorie storiche. Come facevano i nostri antenati ad ottenere dei colori così vivi e duraturi sui tessuti, gli oggetti, e soprattutto sui costumi? Le tecniche industriali moderne ci hanno veramente fatto fare un passo avanti? Quali compromessi stiamo accettando quando acquistiamo un oggetto colorato con tecniche industriali invece che con tecniche artigianali? Conosciamo veramente la qualità dei manufatti dei nostri predecessori? Assistendo alla dimostrazione di sabato dalle 17.00 e la domenica dalle 11.00 sarete in grado di rispondere a queste domande.
– Presso la “Casa del pane”, le massaie mostreranno le fasi della lavorazione del pane tipico atzarese dall’impasto alla cottura nel forno a legna.
– Inoltre lungo tutto il percorso saranno organizzate le dimostrazioni del ricamo a mano, della vinificazione, della distillazione dell’acquavite e dei dolci tipici.

INFORMAZIONI
Comune di Atzara
tel. 0784 65205
Proloco Atzara
cell. 339 3561113

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