Autunno in Barbagia è una ricca manifestazione che coinvolge numerosi comuni del cuore della Sardegna per tutto il periodo autunnale. L’evento raccoglie ogni fine settimana migliaia di persone: famiglie, giovani e meno giovani che si ritrovano per conoscere nuovi paesi, nuovi posti, degustare prodotti enogastronomici. Questo fine settimana Autunno in Barbagia si è fatto in due: Aritzo e Sorgono!

Non essendo mai stati ad Aritzo, decidiamo di recarci per scoprire questo nuovo paese. La partenza è al mattino presto da Oristano, ore 7.00. Percorriamo la strada provinciale e incrociamo paesi come Busachi, Samugheo, Allai, Belvì (dove la scorsa settimana si tenne proprio Autunno in Barbagia) e alla fine, dopo un’oretta di viaggio, ad Aritzo.

La strada è abbastanza lineare, con un pochino di curve negli ultimi chilometri; con dei paesaggi spettacolari e dei colori che vanno dal verde scuro, al giallo-arancio tipici dell’autunno. Si incontrano numerosi boschi e simpatiche caprette nere con la barba che mangiano l’erbetta ai bordi della strada. Arrivati a Belvì, ci sono già pronti i bus navetta che ci portano ad Aritzo. Chiediamo dove poter trovare parcheggio, ma essendo ancora presto ci lasciano passare e arrivare con la nostra macchina sino all’inizio del paese di Aritzo. Le bancarelle stanno già prendendo forma e vita, i bar hanno tutti i loro tavolini fuori, apparecchiati, i menù esposti fuori. Parcheggiamo in salita e ci rechiamo in piazza del Cimitero, da dove vi è la partenza per un’escursione guidata ai castagneti secolari di Geratzia.

AritzoDopo una piccola salita, entriamo in un bosco fatto di castagneti, di vecchi alberi, di funghi, di alberi da sughero, di piccole fattorie con oche, maiali, cavalli e cani. Si respira un’aria diversa, quasi fossimo in un’altra parte del mondo. Il silenzio è totale, rotto solo dal rumore delle castagne che cadono dagli alberi e dal ridere dei bimbi che corrono. Ogni tanto incrociamo dei fuoristrada colmi di persone che si recano a un castagneto privato, dove alla fine della visita c’è anche una piccola degustazione con prodotti locali come salsiccia, formaggio e vino rosso. Per poter usufruire del transfer con il fuoristrada e della degustazione, al centro del paese, vi è un gazebo dove si acquista il ticket. Molto, molto meglio una bella passeggiata a piedi, sgranchire le gambe dopo una settimana di lavoro in ufficio e macchina. In lontananza si vede un altro paesino e il fumo che esce dai camini delle case. Lungo il percorso incontriamo molte persone curiose della vegetazione che caratterizza quest’area, come il famoso elicriso. È una pianta endemica della Sardegna, molto utile in campo sanitario e farmaceutico. Viene utilizzata per curare malattie respiratori come l’asma e anche come profumo per gli ambienti. È un piccolo fiore giallo molto profumato che veniva utilizzato in Sardegna per pulire i vecchi forni dove le signore sarde cucinavano il famoso e molto buono pane fatto in casa (Coccoi).

Qualche stomaco inizia a far rumore e lamentarsi, la passeggiata fa venire fame. Incontriamo anche delle piccole fontane dove scorre della freschissima acqua. Riempiamo così le nostre borracce prima di tornare in paese. Ormai sono le dieci del mattino e inizia a riempirsi, sono attivi anche i bus navetta che percorrono il tragitto Belvì-Aritzo. Si sentono tantissimi profumi che spaziano dal dolce al salato e tantissime voci e dialetti.

Ci rechiamo in un bar dove prendiamo una pasta e un caffè. Ci sediamo fuori, essendo una bella giornata di sole, e per ammirare tutto quello che ci circonda. I ristoranti iniziano ad accendere il fuoco per preparare il pranzo ed esporre i loro menù sui marciapiedi per attirare la folla.

Con la pancia piena, percorriamo la strada principale del paese, colma di bancarelle che vendono prodotti locali, formaggio, vino rosso e bianco, moscato, castagne (cotte e non), dolci sardi, liquori come il mirto e il limoncello, pane sardo, miele, il torrone con le sue varianti alle noci, alle mandorle. Ma non solo, anche oggetti tipici come coltelli, maschere, costumi sardi. È proprio una bella manifestazione. Oltre alle bancarelle ci sono le famose “cortes apertas”, ossia case e negozi che vendono i loro prodotti. Sono tante le cose che si possono visitare: la vecchia casa sarda, con il magazzino per il formaggio, la cantina; le carceri spagnole risalenti al 1600; museo naturalistico curato dalla forestale, con tantissimi esemplari tipici della fauna e della flora sarda; museo fotografico con bellissime foto in bianco ed in nero risalenti al 1800 e 1900.

Ormai è quasi ora di pranzo è si sente il tipico profumo della carne di maialetto. Girato l’angolo, vediamo numerose bancarelle colme di maialetti infilzati nei loro girarrosti, ma anche pesci (muggini), salsicce, wurstel, verdure grigliate. Ci sediamo in una panca e mangiamo della carne di maialetto e delle verdure grigliate. Che bontà! Tutt’intorno musica sarda, risate, donne in costume sardo. Durante il pranzo, facciamo amicizia con altri ragazzi venuti da Cagliari per questa giornata. Anche loro innamorati delle nuove scoperte, dei viaggi, del trekking e della Sardegna.

Concludiamo il nostro pranzetto con un buon caffè dolcificato con il miele millefiori sardo e un buonissimo mirto. E ora chi si alza più?!

Tutti assieme visitiamo la tipica casa sarda di una volta: ingresso piccolo e stretto, un corridoio lunghissimo che si conclude in un giardino, tante stanze, la cucina, le camere da letto, la cantina dove si possono osservare le vecchie botti di castagno sardo e vari attrezzi da campagna, la stanza dove venivano lasciati stagionare i formaggi.

Cosa molto particolare è una specie di lotteria che consiste nell’indovinare il peso di una mucca che spensierata e sdraiata mangia e bruca della paglia. Solo alla fine della giornata si saprà chi sarà il vincitore che si è avvicinato maggiormente al peso esatto della mucca.

Non abbiamo neanche finto di mangiare che nella piazza principale la Pro loco arrostisce castagne che poi dispensa a tutte le persone che si trovano in attesa. Ci avviciniamo anche noi e ne prendiamo un sacchetto. Più tardi, nel pomeriggio, inizia la sfilata dei gruppi folk provenienti da diverse parti dell’isola, accompagnati dall’immancabile organetto sardo. Bellissimo tripudio di colori, di suoni e di costumi. Proprio una bella domenica nel cuore della Sardegna!

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