Un giro a sud della provincia di Salerno fino al confine con la Basilicata aiuta a capire le ragioni delle scelte degli antichi popoli. Il Cilento è una regione nella regione inaspettatamente grande (almeno per me), variegata e mistica. Mistica perché è ancora la natura l’elemento dominante. Le montagne, le grotte, l’azzurro del mare, i frutti e i colori della terra. La sua natura addomesticata nella parte nord e più aspra a sud regala al Cilento sapori unici, un’incredibile biodiversità e quell’inaccessibilità che deve essere risorsa. Proprio per questo i Cilentani non amano troppo l’idea di essere una destinazione utile solo per il turismo balneare e negli ultimi tempi si stanno sforzando di promuovere i tanti altri attrattori di cui è costellato il territorio da nord a sud. L’intera regione storica del Cilento (da Cis – Alentum l’antico fiume che ancora ne delimita i confini) è Patrimonio Unesco per la natura ma anche per le incredibili testimonianze lasciate dall’uomo.  Patrimonio intangibile dell’umanità è il Parco nazionale del Cilento e Vallo di Diano con i siti archeologici di Paestum e Velia, e la Certosa di Padula. In particolare un viaggio nella Cilento archeologica è una delle 10mila cose da fare nella vita. Facendo base in uno dei tanti B&B della deliziosa Agropoli (io sono stata a I Delfini) oppure nel borgo di Capaccio (qui sono stata da Melanella) ecco cosa non puoi assolutamente perdere

Il miracolo dei templi di Paestum

I tre templi greci di Poseidonia hanno resistito alla fine della colonia fondata dai Sibariti con l’arrivo dei romani che in quella fertile pianura hanno cambiato il nome della città in Paestum e intelligentemente non hanno distrutto i fantastici templi. Gia’ meta dei viaggiatori durante il Grand Tour i templi nel corso dei secoli sono stati adibiti a diversi usi. Fa effetto vedere le stampe di fine ‘800 che testimoniano la loro ricollocazione a stalla per le bufale.

I tre templi greci di Poseidonia hanno resistito alla fine della colonia fondata dai Sibariti con l’arrivo dei romani che in quella fertile pianura hanno cambiato il nome della città in Paestum e intelligentemente non hanno distrutto i fantastici templi. Gia’ meta dei viaggiatori durante il Grand Tour i templi nel corso dei secoli sono stati adibiti a diversi usi. Fa effetto vedere le stampe di fine ‘800 che testimoniano la loro ricollocazione a stalla per le bufale.

Il parco archeologico grazie a un’attenta gestione è sempre più fruibile dagli abitanti del territorio. Vi si organizzano eventi serali, spettacoli teatrali, scenografiche installazioni e inoltre – caso raro per un sito archeologico – i templi sono accessibili anche per le carrozzine. Accanto al parco sorge il Museo Archeologico Nazionale che custodisce reperti unici come  la lastra del tuffatore.

Il parco archeologico grazie a un’attenta gestione è sempre più fruibile dagli abitanti del territorio. Vi si organizzano eventi serali, spettacoli teatrali, scenografiche installazioni e inoltre – caso raro per un sito archeologico – i templi sono accessibili anche per le carrozzine. Accanto al parco sorge il Museo Archeologico Nazionale che custodisce reperti unici come  la lastra del tuffatore.

Grazie a un allestimento multimediale coinvolgente la visione di questa testimonianza unica della pittura greca è un’esperienza che difficilmente scorderete.  I colori vividi, l’azzurro brillante, il tuffo perfetto e lo slancio di quel corpo che raggiunge l’aldilà valgono da soli più di una visita a Paestum ovunque voi siate.
il tuffatoreGrazie a un allestimento multimediale coinvolgente la visione di questa testimonianza unica della pittura greca è un’esperienza che difficilmente scorderete.

A Elea-Velia dove è nato l’infinito

Anche se prima di quest’anno non c’ero mai stata, conoscevo di fama i monumentali templi di Paestum. Quando ho saputo che saremmo andati alla Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico per presentare le opportunità del web marketing per il turismo archeologico il mio entusiasmo era a dir poco alle stelle: finalmente avrei calpestato il suolo di Paestum! Le mie aspettative sono state completamente ripagate eppure l’emozione provata non era minimamente paragonabile a quella di appena 2 settimane dopo quando una serie di circostanze mi hanno fatto scoprire un altro sensazionale sito archeologico.

Grazie all’Associazione Turistica CilentoMania, appena due settimane dopo sono tornata a Paestum stavolta solo una tappa di un viaggio lungo 5 giorni alla scoperta del grande Cilento.  E fu così’ che scoprii la magia di Elea-Velia…

La Magna Grecia in questo estremo lembo della Campania Felix non è stata solo Paestum. Elea-Velia, nasce quasi 100 anni dopo Paestum, fondata dai Focei, i greci di Turchia, gli stessi che fondarono la città di Marsiglia. Il sito archeologico ricade nel comune di Ascea è imponente si estende per ben 80 ettari ed è un autentico parco naturale.

L’immaginazione ad Elea Velia corre veloce. Guidati dalla preparatissima guida della società ArcheoTrekking che si occupa del sito inizio la visita con un’autentica rivelazione: siamo nella città di Parmenide.

Per chi ha studiato filosofia alle superiori Parmenide non è un filosofo qualunque è il filosofo del famoso grattacapo sull’essere:

“È necessario il dire e il pensare che l’essere sia. Infatti l’essere è, il nulla non è.”

img_3028La frase campeggia all’interno del cosiddetto tempio di Parmenide. Elea-Velia è una vera Mecca per gli appassionati e studiosi di filosofia. Insieme con Parmenide infatti tra queste antiche vie passeggiava anche Zenone. Forse erano insieme quando a lui venne in mente la storia di Achille e della Tartaruga e l’infinito iniziò a prendere forma.

Come se non bastasse il sito di Elea-Velia è l’unico al mondo a conservare un arco greco originale ancora in piedi. E’ quello della Porta Rosa.

Ma queste cose c’erano scritte nel libro di filosofia e sono io che non le ricordo?

Che bella scoperta il Cilento! (To be continued)

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