Basilicata e Sardegna, cosa hanno in comune? Due regioni del Sud, di due sud diversi, una di quello insulare l’altra del mezzogiorno. Una, la Sardegna circondata dal mare, la Basilicata circondata e quasi soffocata da altre regioni ben più grandi.

Protagoniste di un interessantissimo incontro al Festival della letteratura di viaggio di Villa Celimontana. Descritte attraverso le parole e i pensieri lucidi e poetici di scrittori e intellettuali contemporanei in un viaggio che è sogno e ispirazione. Questo è stato il senso dell’incontro.

Costumi del centro Sardegna (pinterest)

Costumi del centro Sardegna (pinterest)

L’immagine che abbiamo di una destinazione turistica cambia prima e durante il viaggio. E’ influenzata, da media, stereotipi, cultura e senso di appartenenza. E così nell’immaginario collettivo dell’italiano medio la Basilicata quasi non esiste; Cristo non per niente si è fermato ad Eboli. E’ una prova estrema di cultura generale: dove si trovano Matera e Potenza? L’italia del boom oscura la Basilicata, essa non esiste in quanto destinazione turistica se non per pochi stravaganti illuminati. Uno fra tutti: Pier Paolo Pasolini che scelse proprio la città dei sassi per il Vangelo di Matteo. E in pochi avrebbero scommesso che dopo un’epopea industriale di illusione e declino, tra tutte le regioni dell’area sarebbe stata proprio la Lucania ad intraprendere con maggior successo la strada della destinazione turistica.

Maratea (da Pinterest)

Maratea-Basilicata (da Pinterest)

Nonostante i soli 30 km di costa,  quel paesaggio lunare, le montagne aride e brulle da disgrazia sono diventate risorsa.  Il momento topico è stato senz’altro il 2004 quando Mel Gibson la scelse per ambientare il suo “The Passion”, 40 anni dopo Pasolini, Hollywood con un budget milionario riscopre Matera come il set ideale per rappresentare la Palestina. Il 2004 è simbolicamente l’inizio di una nuova era per la Lucania. La Regione inizia un processo di riscoperta e promozione dell’identità. La Basilicata è “la perfezione del silenzio” e poco importa se non ci sono le città caotiche e rumorose di Puglia e Campania, il silenzio è l’elemento narrativo del territorio. Semplicità e autenticità sono le chiavi del rinnovamento alla base della candidatura di Matera a Capitale Europea della Cultura 2019 e di una vera e propria sperimentazione in termini di racconto del territorio. La Basilicata è tra le regioni italiane più virtuose, ha fatto un importante lavoro sul territorio e fuori utilizzando al meglio le potenzialità del digitale usato per portare sul territorio lo sguardo degli altri, di chi arriva da lontano e scopre tante diverse Basilicate a seconda del suo punto di vista.

Che dire della Sardegna? Ancora più grande e più disabitata, isola nel vero senso della parola non solo geograficamente ma anche linguisticamente e culturalmente. Combattuta tra l’atavico istinto di sopravvivenza e difesa tra le aspre montagne e il richiamo di quel mare immenso e misterioso, lontano. Veicolo nei secoli per invasori e tiranni, Minaccia e barriera, questo è stato ed è tutt’ora il mare per l’isola.  Se la destinazione Basilicata era tutta da costruire quella della Sardegna è sempre stata li apparentemente limpida e chiara per tutti. In Sardegna c’è il mare, trasparente, splendido, incontaminato.  Ed è proprio qui che il sardo

Spiaggia rosa di Budelli- Sardegna (Pinterest)

Spiaggia rosa di Budelli- Sardegna (Pinterest)

si incupisce. La maggior parte di noi sono sardi di montagna, chi è il vero sardo? Cos’è la sardità?

E poi quel viaggio simbolico, l’attraversamento del mare. Per molti sardi fino alla mia generazione almeno, il viaggio è avvenuto a bordo di una nave della Tirrenia diretta a Civitavecchia. Una nave in cui salire attraverso scalette ripide, carichi (ma non troppo) di speranze e sogni da realizzare altrove. Erano 8 ore di mare, vento in faccia e silenzio in cui per la prima volta avevi la percezione fisica dell’isola e del mare. Andate: per i sardi e per i tanti lucani che per tutto il 900 hanno dovuto abbandonare le montagne arse, la vita rurale alla ricerca di un futuro migliore verso i grandi agglomerati urbani del centro nord. In quel sud e in quell’isola non doveva restare niente s neon il senso di nostalgia per i figli andati e mai tornati.

I viaggi degli altri, così come quelli dei lucani e dei sardi stessi sono invece diventati la chiave di lettura per uno sviluppo diverso, a volte per un ritorno. nella consapevolezza che non eravamo così sbagliati come ci hanno voluto far credere, e che si, siamo speciali e il viaggiatore curioso, riflessivo e responsabile non potrà che apprezzare le esperienze che le due regioni sono in grado di offrirgli.

Scopri una possibile alleanza e subito ti ritrovi in conflitto. Infatti anche Cagliari è tra le città finaliste per Capitale Europea della Cultura 2019.

A Villa Celimontana si sono incontrate due culture rurali e raffinate, di diaspore antiche e recenti e di chi crede nei ritorni. Il viaggio è andare e tornare incessantemente da e verso gli stereotipi, le convinzioni, le proprie certezze. Quella del viaggio è la più grande industria mondiale e può e dovrebbe essere per Sardegna e Basilicata una risorsa, non solo economica ma culturale. Non un fuoco fatuo ma un progetto sostenibile e lungimirante di sviluppo e apertura al mondo.

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