Alghero, città sarda collocata a nord ovest dell’isola, è la dirimpettaia dell’Area Marina di Capo Caccia. Il nome deriva dalla massiccia presenza di alghe che si trovano lungo i suoi km di costa. Benché sia in terra sarda, sembra diversa rispetto ad altre città della regione. Alghero presenta quel carattere spagnolo, catalano che la differenzia da altre città e paesi della Sardegna. Questo carattere lo si può notare sin da subito, dall’arrivo in città, soprattutto nella parte vecchia.

La struttura, la morfologia, i palazzi, le strade con i loro numeri civici che riportano il logo, simbolo di Alghero, sono tutti segni che ricordano la Spagna. Alghero infatti è conosciuta come la Barcellona sarda, ciò deriva dal fatto che fu sotto dominio catalano per circa 400 anni. Alghero è anche l’unica città della Sardegna dove si parla il dialetto catalano.

La storia di una città sarda sorprendente

La storia dell’origine di Alghero però, va ricercata prima del dominio catalano. Bisogna partire dall’anno 1000 quando la famiglia genovese dei Doria, eresse un villaggio di pescatori. Ottimo posto per la raccolta e la pesca del pesce presente in queste ricche acque. I genovesi erano presenti non solo ad Alghero, ma anche nell’isola di Carloforte, dove anche qui diedero vita alle tonnare dedite alla pesca del famoso tonno a pinna gialla. Qui il dialetto e l’accento sono quelli tipici genovesi.

AlgheroDopo la conquista della città di Cagliari, gli aragonesi cacciano i Doria e presero anche la città di Alghero. Ma durò poco. Perché i sardi e i Doria riuscirono a scacciarli. Poco tempo dopo il re d’Aragona, riconquistò la città e decise che solo i catalani potevano viverci. I sardi, furono così espulsi da casa loro. A seguito del periodo aragonese, nel 1700 circa la città fu ceduta all’Austria e successivamente ai Savoia. Simbolo della presenza dei Savoia ad Alghero è la spettacolare e bellissima residenza estiva, Villa Las Tronas, ora trasformata in un hotel 5 stelle.

Arrivati in città, già si respira un’aria diversa. La sua storia, le sue origini, i turisti (soprattutto tedeschi, inglesi e nord europei), le sue mura, i bastioni, le sue torri, fanno di Alghero un luogo speciale. Lasciamo la macchina nel parcheggio e prendiamo due biciclette a noleggio. La nostra sistemazione dista solo dieci minuti dal centro (vedi tutti gli hotel in centro ad Alghero), lasciamo le bici legate ad un palo e visitiamo la città a piedi. Bellissima la passeggiata lungo le mura, in passato molto più alte, ma distrutte nel corso della Seconda Guerra Mondiale. Oggi sono rimaste quelle a protezione dal mare. Il viale con le palme, le panchine e le torri usate in passato per sicurezza e sistema di protezione alla città. Il panorama e la vista sono fantastici. Si domina tutta la costa.

Passeggiando in centro città

Addentrandoci nel cuore della città, notiamo che le vie sono pavimentate con ciottoli e lastricate con granito. Qui vi è il cuore pulsante degli artigiani, con le loro botteghe, i loro negozi di souvenir. Alghero è famosissima per il suo corallo, usato sin dall’antichità come prezioso monile.

Ciò che lo rende famoso e pregiato è la sua qualità, il suo colore, la sua consistenza. Il corallo può essere pescato solo da corallai autorizzati e muniti di apposita licenza, in un periodo dell’anno che va da maggio ad ottobre. Limitazioni rese necessarie per salvaguardare e tutelare il corallo rosso. Scopriamo anche il Museo del Corallo (nella villa Costantino), presso il quale è possibile scoprirne la storia, le origini, il sistema di pesca, la sua lavorazione.

Dopo aver curiosato fra le botteghe, ci inoltriamo in una viuzza e scorgiamo un piccolo ma carinissimo ristorantino dotato di una terrazza. Leggiamo il menù posto all’esterno del locale e ci sediamo. Piccole sedie in legno e una tavola quadrata, con tovaglioli bianchi di seta.

Cosa mangiare ad Alghero? Beh, pesce! Assaggiamo anche la pepata di cozze con crostini e una spaghettata con la buonissima bottarga di muggine. Tutto accompagnato con un buon bicchiere di Vermentino fresco.

È tempo di scendere al mare per prendere un po’ di sole e farsi un bagno. Così prendiamo l’auto e ci rechiamo alla spiaggia delle Bombarde. Tra le più famose di Alghero. Proseguiamo direzione Capo Caccia, passiamo Fertilia e dopo qualche chilometro troviamo un cartello che ci dirige verso la spiaggia stessa. Sabbia chiara, sottile, mare trasparante e cristallino. Alle nostre spalle una pineta, caratterizzata dalla macchia mediterranea sarda, inclusa nel parco naturale regionale di Porto Conte. Dopo qualche oretta di mare, torniamo alla macchina per tornare a casa, dopo questa bellissima giornata ad Alghero!

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