Era l’ora di pranzo e il sole siculo tormentava i nostri capi con i suoi bollenti raggi quando arrivammo a Scicli, un comune di 30.000 abitanti circa in provincia di Ragusa a pochi passi anche da Modica. Una di quelle perle Barocche di cui è costellata il Val di Noto, insignita nel 2002 del titolo di Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO. E non c’è che dire, il centro storico del paese è un vero gioiello!

Una volta parcheggiata l’auto della nostra capocordata Stefania iniziamo da subito ad aggirarci curiosando per le vie del centro stupendoci ad ogni piazza e ad ogni vicolo per l’incredibile bellezza dell’architettura che ci circonda.

A Scicli il Barocco si respira nell’aria!

Edifici signorili, ricchi delle maschere e decorazioni del tardo Barocco tipico di tutta la zona le si può trovare in quasi ogni edificio. Dietro ogni angolo una decorazione fa capolino da sotto i balconi e dagli angoli dei tanti edifici storici estremamente curati che incontriamo mentre vaghiamo senza una meta precisa. Fotografiamo a più non posso con i cellulari e le reflex, anche se tra la luce solare così forte e il colore chiaro dei muri non riesco a fare molti scatti di cui andare orgoglioso. Sarà il soggetto stesso a farvi superare la mia pochezza tecnica!

Montalbano sono

È proprio mentre vaghiamo senza meta in via Nazionale che ci accorgiamo che c’è qualcosa di strano che sta succedendo. Camper, camion, transenne e nastri da cantiere chiudono l’accesso alla piazza dove si trova lo splendido Palazzo di Città, sede del comune. Vigili urbani intimano ai curiosi di non scattare foto verso il set.

Eh già. Scicli è (per sua fortuna o sfortuna decidetelo voi) il set del celebre telefilm Montalbano che è ormai diffuso e tradotto in diverse lingue europee e non solo. La splendida cittadina siciliana deve la sua notorietà in Italia più al telefilm tratto dalle storie di Camilleri e della sua ormai mitica Vigata, che dalla storia e magnificenza dei suoi edifici civili, religiosi e militari.

Montalbano c’è! Impossibile non fermarsi per quattro curiosoni come noi e ci scappa anche la fotografia sul set, purtroppo solo da molto lontano!

set montalbano scicli sicilying

Superata l’isteria filo vips continuiamo il nostro peregrinare anche se questa volta una meta ce l’abbiamo ed è ben chiara nella nostra tabella di marcia: un luogo dove pranzare! Le nostre guide sicule ci accompagnano a pranzare nella rosticceria tipica Palazzo Rosso. Il posto è lì dagli anni ’50 e prende il nome dal colore dell’edificio in cui si trova. Sarà qui che faremo il nostro primo incontro ravvicinato con le tipicissime “scacce“, delle sorta di focacce molto sottili che vengono arrotolate con dentro ogni genere di ben di dio. Ma avremo modo di approfondire l’argomento in un altro post.

Mangiati i nostri ottimi rustici ci dirigiamo di nuovo verso il set di Montalbano, facendo però prima una piccola pausa in una panchina all’ombra. Il sole è cocente e il caldo è di quelli da perfetto stereotipo siculo. D’altronde cosa ci si può aspettare da una cittadina tra le più antiche e genuine della Sicilia dove anche gli arabi provenienti da tutto il Mediterraneo del Sud, più di mille anni fa, decisero che si sarebbero voluti fermare?

Una passeggiata che non finisce mai di stupire

Superato il fisiologico calo di pressione post-pasto torniamo verso il centro storico dove ci piacerebbe visitare l’Antica Farmacia Cartia – diventata da pochi anni “La farmacia di Montalbano” – situata a pochi passi dal Palazzo di Città in via Mormino Penna e riaperta al pubblico grazie all’azione di un’associazione di giovani del luogo che con caparbietà riescono nell’intento di offrire ai visitatori di questa bella cittadina (che conosce molto bene e da vicino i tipici problemi che attanagliano la Sicilia…) la possibilità di scoprire beni storici e culturali altrimenti lasciati all’abbandono. Purtroppo, però, l’apertura al pubblico dello splendido edificio, che lascia intravedere dalla strada dei magnifici tetti decorati, è alle 16.30 e noi non possiamo fermarci ad aspettare così tanto. Dunque, sfumata la visita culturale io e Margherita continuiamo ad aggirarci alla ricerca di un gelato artigianale tra una chiesa barocca e l’altra e ci imbattiamo in una sorpresa che non avremmo mai potuto aspettarci!

Seduto al tavolino di un classico baretto da centro storico, a pochi passi dalla Farmacia di Montalbano, un chirurgo filantropo e pacifista si gusta la sua sigarettina e il suo caffettino ignaro del fatto che due blogger increduli stessero per cogliergli un’imboscata 2.0…

gino strada premio nobel selfie scicli

Ebbene si, abbiamo incontrato Gino Strada, che senza batter ciglio e con una vigorosa stretta di mano decide di accettare la nostra maldestra offerta:

“Ciao Gino, siamo due blogger. Facciamo un selfie?”

Gino Strada è una persona encomiabile, fondatore insieme alla moglie Teresa Sarti di Emergency, l’associazione non governativa impegnata da anni a diffondere una cultura di pace e solidarietà. Gino Strada sempre stato coerente nel suo approccio medico e umanitario, dando la precedenza assoluta a coloro che ovunque avevano bisogno di assistenza sanitaria gratuita nella parti del mondo più martoriate dalla guerra.

Un uomo che, così come il centro storico di Scicli, possiamo tranquillamente considerare a tutti gli effetti un Patrimonio dell’Umanità.

Adesso però è giunta l’ora di lasciare il paese. Una lezione di cucina ci aspetta da qualche parte in mezzo alle campagne e grazie al nostro incontro andiamo verso questa nuova esperienza con una marcia in più.

Mentre combattiamo con il navigatore di Google Maps che non è in grado di trovare la via d’uscita del paese e ci fa girare in tondo come trottole lo sguardo corre subito alla reflex a sfogliare gli scatti della mattinata passata a cercare di immortalare la bellezza di un paese davvero unico…

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