Con 50 siti UNESCO, l’Italia detiene il primato mondiale dei beni da tutelare come Patrimonio dell’Umanità. Da nord a sud la penisola è costellata di tesori dal valore inestimabile che ogni anno attirano visitatori da tutto il mondo. In questo post 5 dei siti più significativi e lontani dalle rotte turistiche più battute.

1. Arte rupestre della Val Camonica

Primo sito ad essere riconosciuto dall’UNESCO nel 1979. Le grotte della Val Camonica in provincia di Brescia custodiscono più di 140.000 segni e figure incise nella roccia in un arco di tempo lungo 13000 anni: dalla fine del paleolitico superiore alla fine del 1 millennio a.C Le incisioni raffigurano scene legate all’agricoltura,alla navigazione, alla guerra e alla magia. A Capo di Ponte ha sede il Parco Nazionale e diverse sono le riserve naturali e i parchi archeologici disseminati nella zona.

Le prime incisioni dei “pitoti” – come vengono chiamati in lingua locale i “pupazzi scolpiti nella roccia – furono segnalate ufficialmente  al Turing Club Italiano nel 1909 e ad oggi sono state attestate in oltre 24 comuni della Valle

Astronauti della Val Camonica (Pinterest)

Astronauti della Val Camonica (Pinterest)

 2.  Crespi d’Adda

A Capriate San Gervasio, in provincia di Bergamo si trova uno degli esempi più significativi di “company town” ovvero di villaggio costruito in funzione di una fabbrica come da fenomeno di fine ‘800 primi 900. Il villaggio operaio di Crespi d’Adda è stato riconosciuto patrimonio UNESCO nel 1995 ed è ancora oggi un centro abitato. Il palazzo del padrone simboleggia l’autorità e la benevolenza della famiglia Crespi verso i propri operai e le loro famiglie.

I Crespi erano una famiglia di industriali del cotone che verso la fine dell’800 si impegnò nella realizzazione di “un villaggio ideale del lavoro” per i dipendenti dell’opificio. A ognuno di questi veniva offerta una casa con orto e giardino. Il villaggio fu tra i primi in Italia a dotarsi di corrente elettrica e tra i servizi vi furono da subito scuole e piscine per gli operai e le famiglie.

Crespi d'Adda (Pinterest)

Crespi d’Adda (Pinterest)

3. Città tardo-barocche della Val di Noto

Nel 2002 entrano nella rete UNESCO le 8 città siciliane di Caltagirone, Militello Val di Catania, Catania, Modica, Noto, Palazzolo, Ragusa e Scicli.

Ricostruite nel 1693 sull’impianto delle città originarie dopo il terremoto di quell’anno stesso. La ricostruzione avvenne con criteri architettonici e artistici del tardo-barocco di notevole qualità tracciando innovazioni distintive nella pianificazione e ricostruzione urbana.

Secondo l’UNESCO le 8 città siciliane rappresentano il culmine e il punto più alto del Barocco europeo, inoltre la protezione internazionale è dovuta in quanto questo tesoro è continuamente a rischio terremoto data la vicinanza dell’Etna.

Noto

Noto

 4.  Ferrovia Retica nel paesaggio dell’Albula e del Bernina

Le due linee ferroviarie storiche attraversano le Alpi svizzere tra i due passi che segnano la frontiera Italia-Svizzera. Inaugurata nel 1904 la linea attraversa ben 42 tunnel e gallerie coperte, 52 viadotti e ponti per una lunghezza di 67 km che si rincorrono sullo sfondo di un panorama mozzafiato. Simbolo della fine dell’isolamento economico e sociale delle Alpi Centrali fu costruita con i più avanzati criteri architettonici ed ingegnerestici dell’epoca e in perfetta armonia col paesaggio circostante.

La ferrovia ha contribuito allo sviluppo turistico di St. Moritz, una delle fermate nella tratta tra Tirano e Thusis. Per percorrerla tutta ci vogliono due giorni. È possibile acquistare il biglietto per l’intero tracciato ed esplorare questo ponte tra due culture e i suoi immensi scenari.

ferrovia retica

Ferrovia Retica

 5. Centro storico di Pienza

Centro storico di Pienza

Centro storico di Pienza

Il centro storico della città di Pienza dal 1996 è uno dei 5 siti UNESCO della regione Toscana. Città Natale di Papa Pio II che nel 1459 decise di trasformarla secondo i canoni dell’urbanistica rinascimentale. Per far questo scelse l’architetto Bernardo Rossellino che si ispirò al suo mentore Leon Battista Alberti.

La piena realizzazione di questo progetto è evidente nella superba piazza dedicata allo stesso Pio II, nel Palazzo Piccolomini, Palazzo Borgia e la Cattedrale rinascimentale all’esterno e in stile gotico tedesco all’interno

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